sabato 22 dicembre 2012

Bondezirkarto



a ĉiuj la esperantista geamikoj de la rete e de "Esperanto sotto la Rocca" 
Feliĉan Kristnaskon kaj Feliĉan Novan Jaron 2013 !
 

domenica 18 novembre 2012

Premio "Zamenhof" XI Edizione - 2012

COMUNICATO STAMPA ricevuto, ed immediatamente pubblicato, dal solito Presidente Renato Corsetti e dal sempre puntuale Prof. Aldo Grassini. Con i Premi Zamenhof e Stoppoloni, non bisogna perdere tempo!


VENERDI' 23 NOVEMBRE ORE 21

TEATRO SPERIMENTALE "LIRIO ARENA" - ANCONA
                   INGRESSO LIBERO

Premio "Zamenhof - Le Voci della Pace", XI Edizione
e
Premio "Umberto Stoppoloni - Le Integrazioni Impossibili", Ix Edizione.
Per il Premio "Zamenhof" riceveranno la scultura del m.o Walter  Valentini dal titolo "Il Pane del Sole":
CLAUDIO BAGLIONI
 per il suo impegno decennale nell'isola di Lampedusa, volto a favorire con l'aiuto dell'arte lo sviluppo umano e l'integrazione interculturale in una difficile terra di frontiera (ritirerà il premio  l'avv. Luca Pardo).
SERGIO CAMPO,
per aver saputo trasformare una tragica esperienza di vita in uno splendido esempio di solidarietà con la creazione della Fondazione "Niccolò Campo" e, in particolare, con il progetto "Bimbingamba" che fornisce protesi a bambini di tutto il mondo che hanno perduto gli arti per incidenti o per la guerra.
L'Associazione "RONDINE  CITTADELLA DELLA PACE
per il suo impegno, tra l'altro, nello studentato che accoglie giovani provenienti da popoli in guerra tra loro, per dimostrare, attraverso un'autentica esperienza di vita, il valore dell'amicizia e l'assurdità della guerra.
   
Il Premio "Stoppoloni" sarà assegnato a
 "CLOCHARD ALLA RISCOSSA"  un sindacato spontaneo di senza fissa dimora che si prodiga per favorire la risalita di esseri umani scivolati nei gradini più bassi della scala sociale.
Concluderà la serata
 "LO TIRAMNO D'ANKONA" di Gianfranco Giacchetta, una lettura teatrale a cura della Compagnia VI Luglio.
MARIA GRAZIA BARBONI canterà De André in esperanto.
Nella serata interverranno tre classi della Scuola Elementare "Domenico Savio" di Ancona con alcune canzoni in esperanto.
Conduzione e coordinamento di Andrea Carloni.
 Organizza:
Federazione Esperantista Italiana
Patrocinio:
Comune di Ancona
Regione Marche
Università per la Pace delle Marche
Museo Tattile Statale Omero
Si ringraziano:
Mariotti Costruzioni
Multiservizi SPA Ancona
Hotel City, Ancona
Giovane Ancona Calcio
Agriturismo Fiori del Conero di Ciavattini Eugenio e Silvano
Economia&Cultura di Gabriella Papini
________________________________________
NOTA ORGANIZZATIVA:  Agli esperantisti che intendono partecipare si consiglia l'Hotel City, via matteotti 112, nei paraggi del Teatro Sperimentale, e l'Hotel della rosa, Piazza Rosselli, presso la stazione ferroviaria.
Dopo la manifestazione (circa ore 23,30) ci si ritroverà al ristorante Cardeto per la cena (E. 22), ma è necessario prenotarsi presso Daniela Bottegoni (tel. 339/8007222) a cui rivolgersi per qualsiasi informazione.     
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renato corsetti
via del castello, 1 it-00036 palestrina, italujo
renato@esperanto.org
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martedì 6 novembre 2012

due date importanti : il 10 e il 15 di Dicembre

Chissà se Google si ricorderà anche quest'anno??

Intanto a ricordarcelo è ancora lui : Renato Corsetti con il suo immancabile COMUNICATO STAMPA che come ricevo, pubblico.

Indicazione per i gruppi locali e per gli esperantisti isolati
 
15 di dicembre
 
Il 15 di dicembre è il giorno più conosciuto e più festeggiato nel mondo espernatista. Il suo nome tradizionale è Zamenhof-tago (giornata di Zamenhof), ed in tutti i gruppi esperantisti del mondo ci si riunisce, si organizzano delle attività particolari, si cena insieme e, nei paesi cristiani, ci si scambiano gli auguri per il Natale.
 
Idea buona è utilizzare questa ricorrenza anche informare il pubblico locale sull’esperanto. Tutti si ricordano che alcuni anni fa Google fece comparire una reclame nelle sue pagine, ma anche senza andare tanto in alto, è possibile pensare ad una conferenza presso la biblioteca comunale locale od un’altra associazione culturale sull’esperanto, o sui diritti linguistici dell’uomo. Il tema dei diritti umani è particolarmente indicato perché il 10 dicembre, cioè quasi nella stessa data, ricorre la giornata internazionale dei Diritti Umani.
 
La FEI resta a vostra disposizione e può aiutarvi mandandovi gratis il materiale informativo di cui potrete aver bisogno.
 
 
L’esperanto lo diffondiamo tutti insieme.

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renato corsetti

via del castello, 1 it-00036 palestrina, italujo

renato@esperanto.org

domenica 21 ottobre 2012

Beppe Grillo e l'esperanto

COMUNICATO STAMPA che ricevo da Renato Corsetti e come talo pubblico. Voglio solo sottolineare che non è l'aspetto Politico quello che interessa gli esperantisti, ma la sua frase :"... L'esperanto è obbligatorio come seconda lingua in ogni nazione. Chiunque può capire l'altro sul pianeta...." .

Ricapitoliamo:

- nel blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2012/10/ma_che_pianeta_mi_hai_fatto_terza_puntata.html
c'e' scritto: " L'esperanto è obbligatorio come seconda lingua in ogni nazione." nel quadro di idee su cose da fare per riformare il mondo.

L'affermazione è favorevole e forte.  Adesso si tratta di far vedere che gli esperantisti esistono e sono favorevoli a quell'idea. Non vi chiedo di votare per Grillo, ne' di dire che lo farete, ne' di parlare di cose collaterali come la difesa dell'italiano, ma solo di commentare quell'articolo nel blog e di dire che siete favorevoli a quell'idea del blog.

E' importante far capire che esistiamo e siamo un bel numero. E' importante perche' la primna reazione che ho letta di uno del pubblico era contraria all'esperanto (troppo europeo).

Mi raccomando.

Renato
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renato corsetti
via del castello, 1 it-00036 palestrina, italujo
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giovedì 18 ottobre 2012

Petizione sulla proposta di legge

COMUNICATO STAMPA emesso da
 RENATO CORSETTI
che come ricevo così pubblico:


La petizione sulla proposta di legge sembra andare piu' forte tra i non esperantisti che tra gli esperantisti.

 
«Proposta sull'insegnamento della lingua internazionale esperanto»

http://www.petizionepubblica.it/?pi=esperant


Non c'entra se sara' approvata o no. Certamente non lo sara'. Serve solo per fare un po' di informazione in rete.

Firma anche tu, se sei contrario alla rottamazione dell'esperanto.

Ciao

Renato



--

renato corsetti
via del castello, 1 it-00036 palestrina, italujo

renato@esperanto.org

venerdì 12 ottobre 2012

La Federazione Esperantista Italiana interviene sulle ultime dichiarazioni del difensore civico europeo a proposito di multilinguismo

COMUNICATO STAMPA FEI che ricevo e come tale pubblico :

La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''. 
Nikiforos Diamandouros aveva invitato l'esecutivo a rispettare l'uso di tutte le 23 lingue ufficiali, dichiarando, inoltre, di condividere pienamente la risoluzione, approvata nel giugno scorso, con cui anche il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione rivedere le sue politiche sul multilinguismo.
"La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
La questione linguistica è tutt'altro che secondaria nell'Unione europea. Nel 2011 la Corte di giustizia dell'Unione Europea ha sentenziato che «è discriminatorio» pubblicare solo in tedesco, inglese e francese un bando di assunzione nelle istituzioni europee. Italia e Spagna, recentemente, rifiutano di aderire al sistema di brevetto europeo fondato sul trilinguismo (inglese, francese, tedesco), un progetto sul quale pende ora il ricorso del nostro Paese presso la Corte di Giustizia europea. Il Commissario per il mercato interno e i servizi dell'Unione europea, Michel Barnier ha pubblicato su La Stampa editoriale sostenendo che "La decisione risponde unicamente a criteri di ordine economico e amministrativo" e che "la protezione unitaria dei brevetti non introduce alcuna discriminazione".
La Federazione Esperantista Italiana risponde che il trilinguismo non corrisponde affatto a un criterio economico o amministrativo, ma esclusivamente agli interessi dei paesi dove si parlano quelle lingue. Le imprese italiane, come quelle di altri Paesi, saranno messe con tali scelte in condizione di svantaggio rispetto alla concorrenza. L'italiano e lo spagnolo sono tra le lingue di lavoro dell'ufficio europeo dei Marchi e Disegni Industriali di Alicante e questo non ha causato alcun problemi da natura economica o amministrativa. La "ragionevolezza" del brevetto trilingue non è altro che un bluff.
François Grin, professore dell'università di Ginevra, in un rapporto richiesto dal francese Alto Consiglio per la Valutazione Scolastica, ha dimostrato che "25 miliardi di euro (...) sarebbero risparmiati ogni anno se in Europa gli stati coordinassero le loro politiche d'insegnamento delle lingue nel pieno rispetto del plurilinguismo e completandole con una lingua non etnica e imparziale come l'esperanto". Anche il premio Nobel per l'Economia 1994 Professor Reinhard Selten condivide questo orientamento e spiega che l'insegnamento dell'esperanto nelle scuole e l'adozione nell'ambito dell'Unione Europea sono entrambe possibili. Il progetto, spiega, potrebbe partire da un accordo stipulato da alcuni Paesi, accrescendosi attraverso l'adesione di nuovi Stati e a poco a poco l'esperanto potrebbe diventare un comune mezzo di intercomprensione. "L'idea di una convenzione tra gli Stati di questo tipo – conclude Selten - non è né mia né nuova ma ha una grande tradizione: possiamo costatare che in Europa molti progetti si sono ingranditi a partire da realtà molto piccole e l'Europa stessa adesso non è altro che una rete di accordi, come ad esempio quello del libero scambio di persone e di merci. Come sottolineato da importanti scienziati del settore come István Szerdahelyi ed Helmar Frank, non è affatto irrazionale imparare l'esperanto come prima lingua straniera."La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.

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martedì 9 ottobre 2012

La Federazione Esperantista Italiana sulle III assise del plurilinguismo

Comunicato Stampa 
che come ricevo così pubblico:

A Roma si apriranno domani mercoledì 10 ottobre le III Assise europee del plurilinguismo. La Federazione Esperantista Italiana, pur non essendo presente direttamente con propri relatori ai lavori della conferenza, manifesta il proprio sostegno alla manifestazione.

Per L'Europa il plurilinguismo non è un'opzione ma un dovere per proseguire sulla strada dell'integrazione. Globale e locale, infatti, nel mondo moderno si avvicinano fino quasi a confondersi e la pressione esercitata dall'economia e da altri fattori sociali rischia di stritolare gli equilibri del Continente.

Una lingua - bisogna precisare - non è semplicemente un codice attraverso il quale l'uomo comunica ma è anche il frutto ed il motore della sua iterazione con gli altri individui, il territorio e un ambito culturale. Un legame finissimo, da preservare e sul quale costruire il rapporto con le Istituzioni. Impedire – attivamente o passivamente – a una persona di esprimersi nella propria lingua materna imponendone quella di un altro popolo significa restringere la sfera dei diritti personali e scoraggiare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Da questa intuizione multietnica Zamenhof nel 1887 ha sviluppato l'esperanto per permettere una comunicazione 'sostenibile' tra comunità di diverse culture.

Plurilinguismo è tolleranza e rispetto verso gli altri: l'Europa nasce per necessità plurilingue in quanto sintesi di una molteplicità di anime conviventi negli stessi ambiti. Scienziati, filosofi, artisti avevano già maturato questa consapevolezza nei secoli passati; la sfida è, quindi, ancorare l'Unione alla civiltà umanistica, creativa e colta che le ha dato i natali, rispettando e valorizzando, così, cittadini dei Paesi europei.

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mercoledì 26 settembre 2012

Diversità linguistica patrimonio dell'Europa

COMUNICATO STAMPA  della Fei che così come lo ricevo, lo pubblico :

In occasione dell'undicesima Giornata Europea delle Lingue la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importante valore della diversità linguistica nell'Unione Europea e in tutto il mondo. La pluralità di voci non è un ostacolo in un mondo sempre più piccolo dove l'istruzione e la tecnologia possono permettere di superare qualsiasi barriera.

I veri ostacoli alla comunicazione sono di ben diversa natura; si tratta dei pregiudizi e dell'intolleranza, sui quali si costruiscono muri e ghetti. In passato come nel presente alcune scelte politiche hanno diviso i popoli piuttosto che favorirne il dialogo e la reciproca convivenza e di fatto hanno sancito il predominio di un gruppo su un altro. Uno dei fondamenti dei diritti umani è proprio quello linguistico, perchè ogni uomo deve avere la possibilità di esprimere le proprie argomentazioni, difendersi nelle sedi opportune e partecipare, quindi, alla vita sociale della collettività utilizzando ciò che lo rende più libero di esprimersi, ovvero la lingua materna.

Il patrimonio linguistico si accresce attraverso il rispetto e gli scambi tra le culture e, secondo questo  principio, Ludovico Zamenhof 125 anni fa presentava a Varsavia l'Esperanto, una lingua internazionale ausiliaria permettere in comunicazione i popoli su una base neutrale non etnica.

La diversità è una sfida per l'Europa da affrontare attraverso la promozione del plurilinguismo sostenibile, affinché il patrimonio linguistico del continente, giardino di culture dalle potenzialità infinite, non venga depauperato, ma tutelato e arricchito.

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domenica 2 settembre 2012

Mazara del Vallo, 79° Congresso di Esperanto

Comunicato Stampa che ricevo dagli Esperantisti-Marchigiani, attraverso Marco Menghini, e come tale pubblico:

Persone con persone: l’intuizione multietnica di Zamenhof
Storia, arte, mare, sole, ospitalità, buona cucina. Siamo a Mazara del Vallo per il 79° Congresso Italiano di Esperanto che si è svolto dal 17 al 25 agosto, con 328 partecipanti. Congresso italiano, ma almeno la metà dei congressisti proveniva dall’estero e non solo dall’Europa ma tutti e cinque i continenti, perfino dal Brasile, dal Canada, dal Madagascar, dall’Australia, dalla Russia, dalla Corea del Sud, dall’Angola, dal Costa Rica, ecc.
Tema del Congresso “Sed homoj kun homoj: la pluretna intuicio de Zamenhof” (ma persone con persone: l’intuizione multietnica di Zamenhof). L’espressione è una citazione dal discorso inaugurale di Ludwik Lejzer Zamenhof, l’iniziatore dell’esperanto, al Primo Congresso Universale di Esperanto tenuto in Francia, a Boulogne-sur-Mer, nel 1905.
«Ni konsciu bone – disse allora tra l’altro Zamenhof – la tutan gravecon de la hodiaŭa tago, ĉar hodiaŭ inter la gastamaj muroj de Bulonjo-sur-Maro kunvenis ne francoj kun angloj, ne rusoj kun poloj, sed homoj kun homoj.»
 (Dobbiamo essere ben coscienti di tutta l’importanza della giornata odierna, perché oggi tra le ospitali mura di Boulogne-sur-Mer sono convenuti non francesi con inglesi, non russi con polacchi, ma persone con persone.)
A Mazara, fin dai primi contatti, il comitato organizzatore del Congresso ha trovato nel Sindaco Nicolò Cristaldi non solo grande disponibilità, ma un’adesione entusiasta agli ideali esperantisti, che ben si sposano con le caratteristiche di una città multietnica e multiculturale, ospitale e aperta, come Mazara del Vallo. Una città che il Sindaco stesso auspica possa diventare città-simbolo dell’esperanto.
Tra le attività, collegate al Congresso o da esso suscitate, corsi di esperanto tenuti in tutte le scuole di Mazara, cui hanno partecipato piú di 500 studenti, ai quali sono stati consegnati gli attestati di primo grado in occasione del Congresso. Nuovi corsi sono programmati per l’anno scolastico 2012/2013. È stata anche pubblicata una bella, puntuale guida turistica in esperanto.
Numerose le attività congressuali (relazioni, corsi di lingua per principianti e corsi avanzati, spettacoli teatrali, concerti, relazioni su vari temi, convegni, ecc.), ma non sono mancate escursioni nelle bellissime località della Sicilia occidentale, da Marsala ad Agrigento.
L’80° Congresso Italiano di Esperanto, si terrà a Castellaro (IM), nei pressi di Sanremo, nell’agosto 2013.
Amerigo Iannacone

martedì 28 agosto 2012

L'isola che non c'è in cui si parlava la lingua di Zamenhof











Ho scoperto l'esistenza di quest'isola, leggendo la recensione del nuovo libro di Walter Veltroni " L'Isola e le rose" ed in cui una frase mi ha colpito :" ...se c'era un posto al mondo in cui un'utopia come l'isola poteva nascere era quella città fatta di sofferenza, energia, fantasia e voglia di vivere..." .
In principal modo la parola "Utopia", che come quella di "retorica" o "populista" o "demagogo" o ancora "qualunquista" sono spesso utilizzate solamente con la funzione di interrompere una discussione che potrebbe scivolare sul difficile da ribattere.
Come ho confessato con tutta sincerità, non sapevo né della storia dell'isola né del libro,  ed ancor meno che la lingua ufficiale adottata per questa micronazione indipendente di 400 mq. di ferro, ancorata sul fondale marino di fronte a Rimini, però fuori delle acque territoriali italiane, fosse caduta su quella dell' Esperanto. Infatti l'isola venne chiamata ufficialmente " Esperanta Respubliko de la Insulo de la Rozo ".
Il padre di questa idea rispondeva al nome dell' Ing. Giorgio Rosa

Parlavo di UTOPIA, per il semplice fatto che, come si potrà leggere QUI, per sconfiggere una idea innocua, maturata in pochissimo tempo con risorse artigianali quasi hobbystiche, l'Italia di allora, non diversa del resto da quella di oggi, prima di mettersi in moto e "sconfiggere" il nemico che minacciava la patria costa, impiegò tantissimo. Non si conoscono i perché delle motivazioni che portarono alla "dichiarazione di guerra". Si possono, leggendo, conoscere sia i nomi degli "struzzi di allora" e gli insuccessi dei nostri incursori.  E per fortuna che si trattava di un'utopia basata sul nulla.

Anche l'esperanto viene spesso definito come utopia. Forse che anch'esso dia fastidio come la Insulo del la Rozo. Tanti anni sono passati, tanta acqua è passata sotto i ponti, ma quei tubi telescopici ancora sembrano resistere alle incursione dei tanti denigratori.Sarà solamente per la stessa motivazione (l'Utopia) che questa lingua, non viene riconosciuta nella UE. O vogliamo aggiungere anche quella dell'ignoranza sul suo valore derivante dalla sua estrema indipendenza. O forse è proprio per quest'ultima valutazione. Una piccola isola nel mare di tante lingue, dove la lingua coloniale cerca ancora di stare a galla per salvaguardare interessi non certo di carattere sociale, economico, di conoscenza ed equità nei confronti di chi non è di madre lingua, non può che infastidire una navigazione, tranquilla ed aperta solo a pochi e per pochi. Gli altri sono solo mare...

di Franco Giannini 

mercoledì 15 agosto 2012

Harry Harrison

Ricevo ora, da Marco Menghini , del Gruppo esperantista marchigiano, questa notizia che immediatamente pubblico:

Hodiaux­ forpasis Henry Maxwell Dempsey, konata cxie en la legipova mondo kiel Harry Harrison, auxtoro de pluraj libroj, plejparte scienc-fikciaj, en kiuj li plurfoje menciis Esperanton.

En cxi tiu malgaja tago, oni eble povas diri, ke la plej bona maniero omagxi nian grandan samlingvanon, estas legi liajn librojn, kiuj aperis ankaux en Esperanto. Unu el ili, "Naskigxo de la Rustimuna Sxtalrato", oni povas libere eslxuti cxi tie:

http://esperanto.org/Ondo/Libroj/Libroj.php

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Oggi e' morto Henry Maxwell Dempsey, noto in tutto il mondo dei lettori come Harry Harrison, autore di diversi libri, per lo piu' di fantascienza, in cui piu' volte ha citatato l'Esperanto.

Il modo migliore per rendere omaggio al nostro grande "samlingvanon", e' quello di leggere i suoi libri, che sono apparsi anche in Esperanto. Uno di essi, "Naskigxo de la Sxtalrato Rustimuna" si puo' scaricare liberamente qui:

http://esperanto.org/Ondo/Libroj/Libroj.php

martedì 14 agosto 2012

Il sogno di una lingua pianificata diventa contagioso a Mazara del Vallo


COMUNICATO STAMPA che ricevo ed immediatamente pubblico :


Il sogno di una lingua pianificata diventa contagioso a Mazara del Vallo




Tra il caldo e la crisi globale, se perdono la speranza – che, come ben si sa, è l’ultima a morire – anche gli esperantisti allora è proprio finita. E invece, il loro sogno di una lingua pianificata a posteriori, neutrale, caratterizzata da una grammatica del tutto regolare ed essezializzata e da un vocabolario scelto su base internazionale, nata con l’intento di abbattere le barriere comunicative fra i diversi popoli del pianeta, non solo non rischia di spegnersi sotto il gioco della sempre più pressante globalizzazione, ma diventa contagioso.

Il comune di Mazara del Vallo, che quest’anno ospita il 79° Congresso nazionale di Esperanto (dal 17 al 25 di agosto), per celebrare il centoventicinquesimo dell’apparizione dell’Unua Libro, testo fondamentale che vede la luce il 26 luglio 1887, sta caricando sul proprio sito (all’indirizzo: http://www.comune.mazaradelvallo.tp.it/) una serie di interventi giornalieri (125 appunto) per raccontare la storia del movimento e le sue idealità: dagli ineludibili cenni grammaticali (di lì nasce il progetto esperantista) all’illustrazione di realtà esperantiste (e più in generale della storia del Movimento), da approfondimenti semantici a incursioni nella poesia e nella letteratura in lingua originale, dalla presentazione di personalità celebri alla discussione di aspetti filosofici e programmatici sottesi al sogno di Zamenhof, non disdegnando di marcare quei tratti indentitari che fanno della realtà esperantista un ‘quasi-popolo’, una sorta di “nazione” del tutto particolare.

Nel progetto, fra gli altri, c’è lo zampino anche di Davide Astori, docente di linguistica generale all’Universtà di Parma, che da anni si interessa di problematiche socio-linguistiche (lo scorso anno ha ottenuto a Copenhagen, proprio dall’associazione esperantista mondiale, il Premio “Minnaja” per il miglior saggio in lingua esperanto su tali tematiche) e proprio per il convegno di Mazara ha editato un libro dal titolo “Pagine mediterranee” (Edizioni del Vento, Palermo), una raccolta di brevi rielaborazioni di suoi precedenti lavori che presentano, come fil rouge, il rapporto e il contatto fra lingue e culture, con particolare ammiccamento proprio a quel mare nostrum che da sempre è stato crogiuolo di Weltanschauungen e culla di incontro e scambio di esperienze e saperi.

E tanto sono utopisti sognatori, questi esperantisti, che le schede non solo sono leggibili, ma scaricabili gratis. Dunque, bonan legadon!, che in lingua internazionale è l’augurio per ‘buona lettura’. E buon giubileo al loro sogno di democrazia ed ecologia linguistica.

Esperanto Italia - FEI
Via Villoresi, 38, 20143 Milano
Tel. 0258100857
www.esperanto.it, stampa@esperanto.it

mercoledì 8 agosto 2012

V edizione del Forum Mondiale dei Giovani "Diritto di Dialogo"



COMUNICATO STAMPA  che ricevo dal solito Renato Corsetti e come tale pubblico:


Ciao cari!

Alla segnala che anche quest'anno, dal 21 al 23 settembre, a Trieste
c'è il Forum Mondiale dei Giovani - Diritto di Dialogo. In passato
hanno partecipato diversi esperantisti, tra cui Alla stessa. I
partecipanti presentano ciascuno un proprio intervento (paper scritto
da presentare poi dal vivo, di fronte agli altri partecipanti) su un
tema specifico, tra quelli elencati nel "call for papers" allegato.
Leggeteli, perché sono davvero interessanti e molto vicini allo
spirito dell'esperanto. Vi cito solo il titolo del tema 4: "Identità e
cittadinanza sovranazionali"...

Alloggio e viaggio a/r sono spesati, ma bisogna segnalarlo in tempi brevi :)

L'organizzatrice, Gabriella Valera, è molto ben disposta verso gli
esperantisti e ci conosce bene (anzi, di solito è lei a sollecitarci
perché partecipiamo).



---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Alla Kudryashova 

Saluton amikoj,
mi plursendas inviton por la Forumo en Trieste (la 21-23an de
septembro 2012) ,  en kiu esperantistoj sukcese partoprenis antaux 3
jaroj kaj estas denove  invitataj.

Bonsxancon al kiu intencas aligxi!
Plejamike,
Alla Kudryashova
Bolonjo

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: valeragruber 
Date: 06 agosto 2012 16:24


Cari amici,
La V edizione del Forum Mondiale dei Giovani Diritto di Dialogo si
svolge dal 21 al 23 settembre 2012. In allegato il call for papers con
il tema, le modalità di partecipazione e le facilitazioni (alloggio
gratuito, condivisione o rimborso spese di viaggio) nei limiti dei
fondi ottenuti. Ti prego di comunicare l’interesse a partecipare al
più presto se lo desideri per poter usufruire del supporto economico.!
Il forum è la più importante iniziativa a livello mondiale per i
giovani. Il paper presentato al forum viene pubblicato in italiano e
in inglese e a tutti i partecipanti viene rilasciato un attestato di
partecipazione.
Durante il Forum 2012 inoltre verrà presentato il Centro
Internazionale di Studi per la cultura giovanile che è stato fonato di
recente presso l’Università di Trieste. proposte di collaborazione e
partenariato verranno accolte e valutate.
Diffondete l’invito a partecipare fra gli amici interessati nelle
vostre università nei vostri luoghi di lavoro nelle associazioni
giovanili della vostra città! 
A presto! Attendo le vostre proposte
 
Gabriella Valera
Associazione Poesia e Solidarietà
www.castellodiduinopoesia.org

Gioventù Esperantista Italiana
Itala Esperantista Junularo
[http://giovani.esperanto.it]

renato corsetti
via del castello, 1 it-00036 palestrina, italujo
renato@esperanto.org

martedì 24 luglio 2012

125 anni e non li dimostra... Auguri!!!!

COMUNICATO STAMPA che come sempre ricevo e pubblico:

La lingua esperanto compie 125 anni 

Giovedì 26 luglio 2012 l'esperanto compie 125 anni. Nello stesso giorno del 1887, infatti, il polacco Ludovico Zamenhof presentava al mondo la sua lingua con l'Unua libro (“Primo libro”), una grammatica accompagnata da un breve saggio introduttivo ed alcuni testi di prosa e poesia, originali e tradotti.

L'esperanto ha un tratto estremamente particolare, l'interna ideo. La lingua, infatti, è nata e si è sviluppata per offire “un fondamento neutrale sul quale i diversi gruppi umani possano pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione”. L'esperanto, come ha scritto Umberto Eco, “non pretende né di essere la lingua perfetta né di volersi sovrapporre alle lingue esistenti”.

Nel 1905 Zamenhof – premiato con la “Legione d’Onore” dal Ministro francese della Pubblica Istruzione – ha fissato i principi fondamentali nel “Fundamento de esperanto”. La lingua da subito destò l'interesse di studiosi ed appassionati, tra i quali lo scrittore Jules Verne, presidente onorario del gruppo esperantista di Amiens, che intraprese la stesura di un libro - rimasto incompiuto a causa della sua improvvisa morte - Vojage d’étude, in cui il romanziere francese definiva l’esperanto come “il più sicuro, il più valido veicolo della civilizzazione”.

Il movimento esperantista, duramente perseguitato sia dal nazismo che dal comunismo, è tornato ad organizzarsi con maggiore efficacia, ottenendo importanti riconoscimenti a livello internazionale quali ad esempio le risoluzioni Unesco di Montevideo (1954) e Sofia (1985).

125 anni dopo dalla pubblicazione dell'Unua Libro, l'esperanto oggi è una lingua usata in tutto il mondo e ricca di forza espressiva. Gli autori di riferimento della letteratura esperantista, per citarne alcuni, sono francesi (Waringhien), ungheresi (Kalocsay, Baghy), scozzesi (Auld). Questa è un'altra particolarità dell'esperanto: tanti scrittori provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture hanno creato una letteratura che si caratterizza per varietà di temi, di storie, di stili. L'esperanto è multiculturale,semplice ed efficace, e contribuisce a una comunicazione equa e a un multilinguismo sostenibile.

http://www.esperantoitalia.it

martedì 10 luglio 2012

La democrazia linguistica è una condizione essenziale per il rispetto dei diritti civili e politici

COMUNICATO STAMPA  (che come ricevo,  pubblico)
dell 'Associazione Universale di Esperanto (UEA) e Associazione Nitobe
Dal 9 al 13 luglio 2012 si svolge a Ginevra presso il Palazzo delle Nazioni la quinta sessione del Meccanismo di esperti sui diritti dei Popoli Indigeni. L'argomento dei lavori è il ruolo delle lingue e delle culture per quanto riguarda la tutela e lo sviluppo dell'identità delle popolazioni indigene. L'Associazione Universale di Esperanto (UEA) e l'Associazione Nitobe per la democrazia e la giustizia presentano la seguente dichiarazione congiunta.

"Ogni persona dalla nascita possiede una lingua, definita come "materna", trasmessagli dai genitori o dal contesto famigliare. Questa è una delle caratteristiche di ciascuna persona, come il genere o il colore della pelle. Attraverso la lingua, gli uomini organizzano i loro pensieri, comunicare, scambiare informazioni, interagire e partecipare pienamente alla vita della società. Di conseguenza, la tutela della lingua materna è importante non solo dal punto di vista culturale, ma, soprattutto, pratico, politico ed economico perchè riguarda anche il rispetto degli interessi materiali degli individui. Ad un contesto di discriminazione linguistica o a una perdita di funzionalità di una determinata lingua nella società, corrisponde l'impoverimento della comunità parlante, trovatasi di fronte a barriere all'accesso dell'istruzione, della giustizia e del mercato di lavoro. La difesa dei diritti linguistici è, quindi, una parte importante dei diritti umani.

Garantire la possibilità di utilizzare la propria lingua materna in ogni comunicazione con le istituzioni è una condizione assoluta affinché l'individuo possa efficacemente esercitare i propri diritti politici senza restrizioni. Uno Stato, infatti, non può funzionare senza comunicazione con i cittadini. Esso può essere neutrale nei confronti della religione, ma non può essere neutrale rispetto al linguaggio, perché deve adottare almeno una lingua per la legiferazione, l'istruzione, ecc.. Le istituzioni, tuttavia, possono non essere democratiche, se non sono basate su una comunicazione accessibile a tutti i cittadini che utilizzano la loro lingua materna. La democrazia linguistica è una condizione essenziale per il rispetto dei diritti civili e politici.

L'Associazione Universale di Esperanto e l'Associazione Nitobe per la democrazia e la giustizia linguistica sottolineano il legame che lega la difesa dei diritti linguistici dei popoli indigeni e la partecipazione di questi in tutte le sfere della società."
http://www.esperantoitalia.it

venerdì 29 giugno 2012

Itala Esperanta Vortaro finalmente su Android Market!

COMUNICATO STAMPA :


da:

Gianfranca Gastaldi

Il Vortaro per Android

Anche l’esperanto sbarca su Android, il sistema operativo utilizzato da smartphone e tablet che operano in ambiente Google. Grazie infatti al lavoro dell’attivista (nonché esperto informatico) Sandro Pollastrini (ordnascrazy@gmail.com) è da alcuni giorni possibile scaricare  il Vortaro, uno tra i più conosciuti dizionari Italiano-Esperanto, redatto da Carlo Minnaja. Strumento essenziale per chi si affacci ora all’apprendimento di questa lingua, il suo uso è fondamentale anche per chi già correntemente pratichi l’EO e lo voglia perfezionare. Più di 50000 vocaboli a portata di touchscreen: scaricatelo gratuitamente da Android Market!

E per chi non ha Android? O neppure uno smartphone? Nessun problema: potete acquistare una copia cartacea del Vortaro presso (feilibri@esperanto.it) al costo di 39,50 euro piu' le spese di spedizione. 

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renato corsetti
via del castello, 1 00036 palestrina, italujo
renato@esperanto.org

E per chi cercasse anche una grammatica dell'esperanto  :
 http://www.luigigarlaschelli.it/Ape/SMEG.pdf  

sabato 9 giugno 2012

L'Italia delle rinuncie... ora anche alla nostra lingua ??

Ed allora gettiamolo,... in Europa non serve più !!

Comunicato Stampa che ricevo e come tale pubblico :

"
Rinunciare all‘italiano a Bruxelles

La Federazione Esperantista Italiana e l'associazione "Nitobe - per la democrazia e la giustizia linguistica" criticano la decisione del governo italiano di rinunciare agli interpreti verso l'italiano per una parte consistente delle riunioni del Consiglio dell'Unione europea, organo che riunisce i ministri degli stati membri. Si tratta di una rinuncia che genera un risparmio molto modesto, ma che ha un costo molto più alto in termini di perdita di accessibilità al dibattito europeo e di efficacia dell'azione politica italiana. Altri paesi in crisi come la Spagna e la Francia non hanno tagliato sull'interpretazione.

Inoltre, il Ministro degli Esteri Terzi reca con questa politica un grave danno allo stato della lingua italiana, che sta subendo una progressiva ghettizzazione nell'UE ma anche all'interno di Italia e Svizzera. Da più parti cresce il malcontento contro la rassegnazione con cui si accetta l'imposizione del trilinguismo inglese/francese/tedesco, ad esempio da parte dei deputati europei della Lega Nord Oreste Rossi e Claudio Morganti. La Federazione Esperantista Italiana e l'associazione Nitobe denunciano le scelte al ribasso della politica italiana. Una lingua è allo stesso tempo parte ed espressione di una cultura e di un popolo, e strumento per promuovere i legittimi interessi di quel popolo. Rinunciarvi non è un risparmio, ma uno spreco.


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lunedì 14 maggio 2012

Presentazione del Manifesto per la difesa e la promozione della Lingua Italiana.

Comunicato Stampa


In concomitanza con la chiusura del 25° Salone Internazionale del libro di Torino, avrà luogo il 14 maggio prossimo alle ore 12, presso i locali dello stesso, Spazio Autori B, la presentazione del Manifesto per la difesa e la promozione della Lingua Italiana.

Firmatari del documento sono Allarme Lingua, gruppo che da tempo si muove in difesa della lingua e dell’identità italiana contro gli attacchi indiscriminati in nome del “pensiero unico globale”, Athena, associazione per la difesa e la promozione delle lingue ufficiali della Comunità Europea, creata in seno alle istituzioni europee nel 2006, che opera all’interno delle stesse istituzioni e in tutti i Paesi dell’Unione Europea, nonché la storica Lega Nazionale, nata nel 1891 a Trieste per vegliare sull’identità italiana del Trentino e della Venezia Giulia e Dalmazia, allora parte dell’Impero Austro-ungarico.

Destinatarie del Manifesto sono, in primo luogo, le istituzioni dello Stato, prime tra tutte, quelle responsabili e garanti, per statuto, a vigilare , ad intraprendere le azioni necessarie, a promuovere le opportune misure, per assicurare alla lingua e alla cultura italiana il ruolo, la diffusione, la pratica e il prestigio che loro competono.  Questa attenzione delle istituzioni appare particolarmente necessaria e urgente nell’attuale momento storico in cui, in nome  delle tecno-ideologie e della speculazione delle élites predatrici dell’economia e della finanza, viviamo l’epoca del surrealismo economico e commerciale, sotto il cui predominio si rischia di mandare al macero secoli di storia e di cultura che hanno reso celebre l’Italia nel Mondo.

L’appuntamento torinese appare particolarmente opportuno e pertinente, tenuto conto delle derive in materia linguistica anche da parte delle istituzioni. Ne citiamo una sola, ma grave ed emblematica, quella che concerne la decisione del Politecnico di Milano di sostituire l’italiano con l’inglese quale lingua di laurea a partire dal 2014. Tale decisione, peraltro discutibile anche sotto il profilo giuridico-costituzionale, ha dato luogo ad una pronta reazione della Società “Dante Alighieri”, la quale, però, non deve rimanere da sola a battersi in favore della lingua e della cultura italiana, ma trovare, in tutti e per tutto, il necessario seguito con azioni di sostegno, affinché l’italiano non finisca con l’essere relegato al rango di lingua di vecchi e di folclore per turisti.

Il Comitato Esecutivo di Allarme Lingua
Gruppo Allarme Lingua
C.P. 1265, I-34121 TRIESTE 3, Italia, 
allarmelingua@infinito.it
tel.:  39 335.5415595, fax  39 040.9891039
Coordinatore Nazionale: Gianluigi Ugo


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martedì 8 maggio 2012

Festa dell'Europa e Inno europeo in esperanto

Domani, 9 maggio e' il “Giorno europeo o festa dell'Europa”, che coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale (http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_europeo).

Gli esperantisti europei della Europa Esperanto-Unio hanno intrapreso l'iniziativa denominata “Rekomendo kanti la eŭropan himnon en Esperanto”, i cui dettagli sono esposti a pagina 102 (allegata) del numero di maggio della rivista Esperanto dell'Uea. In sostanza, se verra' il Consenso della Commissione Europea, si potranno raccogliere le firme di un referendum affinche' la Commissione stessa raccomandi di cantare l'inno europeo (che oggi puo' essere solo suonato o, al piu', … mugolato) con le alate parole composte Umberto Broccatelli, ben noto esperantista e federalista italiano.
Le parole, la musica ed una esecuzione solistica dell'inno si trovano qui: http://www.europo.eu/eo/euhropa-himno.
Allego anche la versione a quattro voci.

Non occorre attendere il consenso della Commissione, per cantare l'inno, naturalmente. Dovrebbe entrare nel repertorio del maggior numero possibile di cori europei e, certo, in tutti i cori dei gruppi esperantisti.

E' bellissima la musica di Beethoven ed e' un merito dell'esperanto e di Broccatelli che sia cosi' ben accompagnata dalla voce umana. Non perdiamoci questo piacere.

Ranieri Clerici
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renato corsetti
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lunedì 30 aprile 2012

Evitiamo di metterli nelle mani bucate...come???

il 5x1000 per l'Esperanto : istruzioni per l'uso 


Codice Fiscale 80095770014

Volete fare qualcosa di molto utile per l'esperanto e che 
non costa nè soldi nè fatica?
Semplicissimo! Nella dichiarazione dei redditi destinate 
il 5 per 1000 alla Federazione Esperantista Italiana 
scrivendo nello spazio apposito il suo codice 
fiscale: 80095770014
Come certo saprete, non c'è per voi nessun aggravio: si 
tratta di una piccola parte delle imposte che comunque 
dovrete pagare; invece di finire nel "calderone", verrà
destinata alla FEI.
Se poi volete essere perfetti, convincete parenti, amici
 e conoscenti a fare la stessa cosa!
Il movimento esperantista è neutrale ed agisce in piena 
autonomia politica ed ideologica. 
Il 5 per 1000 è garanzia di tale autonomia, ci consente 
di esprimere ciò  che pensiamo senza dover tenere il 
cappello in mano e dir grazie a chicchessia! 
Siamo poveri ma teniamo alla nostra indipendenza! 
Il 5 per 1000 ci consente di essere un po' meno poveri e
un po' più indipendenti.
Il 5 per 1000 si trasforma in materiale informativo, in 
conferenze e manifestazioni varie, in libri e strumenti
multimediali in esperanto o sull'esperanto, in borse 
di studio per giovani esperantisti, in ossigeno per i 
Gruppi Locali.
Il 5 per 1000 potrebbe divenire la nostra principale fonte
di finanziamento, ma... dipende da voi!

Il Presidente prof. Aldo Grassini


lunedì 23 aprile 2012

Non più italiani, ma Itanglesi

Nota della Federazione Esperantista Italiana sulle recenti scelte del Politecnico di Milano

Con riferimento ai recenti annunci sull’adozione dal 2014 del solo inglese come lingua dei corsi specialistici e dottorali del Politecnico di Milano, la Federazione Esperantista Italiana di unisce alle istituzioni, Dante Alighieri ed Accademia della Crusca, ed ai numerosi linguisti ed uomini di cultura italiani, che hanno espresso la loro forte disapprovazione per questa decisione.

Con il pretesto di attirare studenti stranieri, si impone agli italiani di rinunciare alla loro lingua a favore di quella della potenza al momento dominante. Si vuole in pratica cominciare a far passare la lingua italiana al rango di lingua familiare non più in grado di essere usata per discorsi scientifici o tecnici. Che questo venga fatto con i soldi pubblici, cioè degli italiani, è quanto meno riprovevole.Che questo venga fatto con i soldi pubblici, cioè degli Italiani, è quanto meno riprovevole. Già altri hanno dimostrato che la realtà consenguente a questa decisione sarà una colossale perdita economica ed una ancora più grande perdita culturale. Una penalizzazione e un costo che pagheranno, prima di tutti, gli studenti

La Federazione Esperantista Italiana ribadisce che il tipo di „globalizzazione“ sotteso a questa misura è quello di un provicialismo esasperato, che porta a volersi confondere del tutto con la potenza e la lingua dominante per una mancanza di fiducia in se stessi e nella possibilità di sopravvivenza del proprio Paese. L’internazionalizzazione auspicata dagli esperantisti è di tutt'altra natura. Tutte le lingue e tutte le culture hanno pari dignità e ciascuno può e deve sviluppare la propria lingua e la propria cultura in piena autonomia. Davvero rinunciare alla nostra lingua ci renderà più competitivi e "internazionali"? Certamente no. Le monoculture danneggiano gli ecosistemi e anticipano la desertificazione. Anche in campo linguistico.

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sabato 14 aprile 2012

Aperis la esperanta traduko de poemaro KANTOJ de Giacomo Leopardi (1798-1837)

GAZETARA KOMUNIKO

Prof-ino Maria Luisa Russo, Prezidantino de NAPOLA ESPERANTO-ASOCIO ĝojas anonci la ĵusan aperon de la longe atendata poemaro de la itala poeto deknaŭjarcenta

Giacomo Leopardi (1798-1837)

KANTOJ

tra la versa esperantigo kaj enkondukaj notoj de Nicolino Rossi

Eldonis, aŭspiciis kaj patronas

NAPOLA ESPERANTO-ASOCIO

Via Pietro Castellino, 115

IT-80131 NAPOLI / Italio

retpoŝto: nicolino.rossi@esperantanapolo.info

Eldonisto: Rolando Editore - Napoli

libroformato: 17 x 24 cm - kolora kovrilo - 208 paĝoj.

Prezo: 15,00 - tuj mendebla ĉe Napola .Esperanto-Asocio.

Triona rabato al esperantistaj Institucioj kaj revendistoj.

Mendintoj ĝis la 31-a de majo 2012 ne pagos la sendokostojn!!!

renato corsetti
via del castello, 1 00036 palestrina, italujo
renato@esperanto.org

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domenica 8 aprile 2012

Paskajn bondezirojn


Gekaruloj,
plej sincere mi bondeziras serenon al viaj animoj kaj pacon al la tuta mondo.
Plejkore
FG

martedì 3 aprile 2012

Cantare l’inno europeo in esperanto


Comunicato stampa:

Lunedì 2 Aprile 2012 12:25
Eŭropa Esperanto-Unio
Unione Europea per l’Esperanto
Avenue Louise 405, bte 9,
BE-1050 Bruxelles
Belgio
www.europo.eu


Iniziativa europea dei cittadini per l’esperanto (UEE)


„Raccomandazione di cantare l’inno europeo in esperanto“

L‘UEE ha utilizzato ieri il diritto, riconosciuto dal Trattato di Lisbona ai cittadini di presentare le loro proposte per rendere più efficace il funzionamento dei Trattati dell’UE, ed ha inviato alla Commissione Europea per la registrazione la sua proposta affinché:

“L’UE raccomandi di cantare l’inno europeo nella lingua neutrale esperanto, nel testo allegato di Umberto Broccatelli, quando i rappresentanti degli stati membri vogliono insieme esprimere la loro identità europea comune.”

Gli scopi di questa iniziativa dei cittadini sono:
1) contribuire a rafforzare la comune identità europea in armonia con le identità nazionali, regionali ed altre, e così rendere più efficace l’UE per i cittadini;
2) accrescere la partecipazione dei cittadini all’integrazione europea;
3) contribuire a raggiungere (1) e (2) per mezzo delle parole di una lingua neutrale paneuropea permettendo ai cittadini di cantare insieme;
4) assicurare lo stesso livello di rispetto per tutte le lingue europee;.
5) riconfermare e riequilibrare i due elementi del motto della UE “unità nella diversità”, per rendere più sicuro che non si sottolinei troppo la diversità né troppo poco l’unità.

Nel comitato di 7 membri dei sostenitori dell’iniziativa, che abitano in 7 Paesi diversi dell’UE, ci sono, tra gli altri, il premio Nobel Professor Reinhard Selten, tedesco, ed il noto politico, Marco Pannella, italiano.

Il testo dell’inno europeo tradizionale si puo‘ ascoltare nella pagina www.europo.eu/eo/euhropa-himno, dove si trovano le traduzioni in tutte le 23 lingue ufficiali dell‘UE, in croato, ed in molte lingue regionali, lingue monaritarie e lingue del mondo (il cinese, l’arabo, il russo, il giapponese, l‘hindi, il bengalese, l‘indonesiano). Altre traduzioni sono benvenute.

La Commissione Europea ha ora 2 mesi per decidere se accettare di registrare la proposta. Se la Commissione accetterà il fatto che la proposta dell‘UEE effettivamente aiuta il funzionamento dei Trattati dell‘UE e che fare tale proposta fa parte dei poteri della Commissione, l’UEE comincerà a raccogliere 1 milione di firme nei 27 Paesi dell‘UE per rendere possibile alla Commissione Europea di considerare una sua proposta di legge con questa raccomandazione. E‘ importate sottolineare che si potrà firmare in rete .

Per ulteriori informazioni contattare sean.oriain@web.de (0032496-597763) o jozef.reinvart@gmail.com.

Bruxelles, 2 aprile 2012

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martedì 20 marzo 2012

Prendi due e paghi metà di uno


....anzi meno di 1, la META' di 1 - Utile e dilettevole !!

Attenzione: questo testo e' si per voi ma anche per i vostri amici che non sono esperantisti. Diffondetelo come potete. Essenzilamente noi invitiamo i non esperantisti al congresso italiano per imparare l'esperanto e farsi una vacanza al mare.
Ciao
Renato
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Prendi due e paghi metà di uno
Ogni tanto ti è capitato di sentire la parola «esperanto». Sai pure che si tratta di una lingua mondiale. Forse non sai che è parlata da alcuni milioni di persone un po' dovunque nel mondo, compresa l'Italia

Saprai anche che è la lingua più facile da imparare: il nostro corso di una settimana (24 ore) ti fa raggiungere un livello di semplice conversazione.

Mazara del Vallo è una città fantastica in Sicilia, piena di storia e di mare.


Le condizioni sono vantaggiose: il corso, l'alloggio in pensione completa nel prestigioso Hotel Hopps sul lungomare di Mazara del Vallo a soli 450 euro, tutto compreso (camera doppia). Anzi, se hai fino a 30 anni il tutto a soli 300 euro (tripla o quadrupla).


Questo nel quadro del 79° Congresso di Esperanto in Italia, dal 18 al 25 agosto 2012.
Vedi http://congresso.esperanto.it/ e scrivi subito a kongreso@esperanto.it .


renato corsetti

via del castello, 1 00036 palestrina, italujo
renato@esperanto.org

mercoledì 14 marzo 2012

Esperanto alla radio: su Radio1 lunedì 2012-03-19 alle 23:10 circa


Comunicato Stampa che ricevo da Renato Corsetti e pubblico:

Lunedì 19 marzo 2012 su Radio 1 Rai alle ore 23:10 circa (meglio essere pronti un po' prima) va in onda un'ulteriore puntata di "10' di... Radio".

Sul tema "Esperanto e letteratura, la giornalista Cristina Prezioso intervista il professor Mauro Nervi, (http://eo.wikipedia.org/wiki/Mauro_Nervi), Presidente dell'Ale (Accademia letteraria d'esperanto: http://it.wikipedia.org/wiki/Akademio_Literatura_de_Esperanto), precoce pluripremiato a concorsi di poesia in esperanto e personalità di spicco nel mondo letterario internazionale, in particolare, come promotore del "Progetto Kafka" (http://www.kafka.org/), autore cui e' riconosciuto eminente specialista.

Buon ascolto.

Ranieri Clerici

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renato corsetti
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renato@esperanto.org

venerdì 9 marzo 2012

L'Associazione Universale di Esperanto partner consultivo dell'Unesco


Comunicato Stampa della FEI che come ricevo così pubblico:

L'Associazione Universale di Esperanto (Universala Esperanto-Asocio, UEA) è diventato partner consultivo dell'UNESCO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Così ha deciso il direttore generale Irina Bokova, secondo le nuove linee guida sulle relazioni Unesco con organizzazioni non governative (ONG). Secondo il nuovo orientamento, l'UNESCO si propone di collaborare con le ONG per gli obiettivi comuni e non solo formalmente in termini di relazioni. In realtà l'UEA ha relazioni ufficiali con l'UNESCO dal 1954, anno della Risoluzione di Montevideo. Il 'nuovo' status rappresenta, infatti, soltanto un 'aggiornamento', frutto dell'evoluzione dei rapporti, prima divisi in tre categorie, tra l'organismo Onu per scienza educazione e cultura e il mondo delle ONG.

Le nuove linee guida prevedono ora collaborazioni associative e di consulenza. Nella prima sono accettate solo alcune ONG di grandi dimensioni per un periodo di otto anni. La seconda, invece, non è limitata nel tempo, ma le ONG devono mostrare una attività costante e continuativa contribuendo alle attività dell'UNESCO.

Il contributo più duraturo dell'UEA è la serie editoriale Oriente/Occidente, che dal 1961 si è articolata nella traduzione nella lingua internazione esperanto di 49 opere importanti della letteratura mondiale. Molti Congressi Universali di Esperanto, inoltre, hanno ricevuto un messaggio da parte del Direttore Generale dell'UNESCO. L'Associazione Universale d'Esperanto ha partecipato a varie campagne dell'UNESCO, tra cui la raccolta delle firme per il Manifesto 2000 per una Cultura di Pace e di Nonviolenza.

Grazie al suo status, l'UEA ha accesso alla Conferenza Generale e ad altri eventi organizzati dall'UNESCO. I risultati più importanti della Associazione Mondiale di Esperanto pressso l'UNESCO sono state le risoluzioni della Conferenza Generale a Montevideo nel 1954 ed a Sofia nel 1985. Quest'ultima può essere considerata il riconoscimento internazionale più importante dell'esperanto e della Associazione Universale di Esperanto.

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www.esperanto.it, approfondimenti.esperanto.it
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domenica 4 marzo 2012

TREMONTI: LA RAI TRASMETTA FILM IN INGLESE CON I SOTTOTITOLI


Comunicato stampa che leggo, riporto e cerco di pubblicizzare:


In una lettera al Corriere della Sera, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ha esortato oggi la RAI a trasmettere i film in inglese in lingua originale, senza doppiaggio e con i sottotitoli in italiano. Un provvedimento del genere, scrive Tremonti, renderebbe l’Italia più competitiva perché l’inglese “è la lingua della globalizzazione”, anche se “da noi non è diffusa”, e il servizio pubblico potrebbe aiutare gli italiani a superare il loro handicap. L’ex ministro dell’Economia fa anche esplicito riferimento all’idea delle «3 I» (impresa, informatica, inglese), uno slogan delle campagne elettorali di Berlusconi di cui Tremonti dice di essere stato autore e sostenitore da più di quindici anni.

Non ci si potrebbe né dovrebbe aspettare altro dal presidente dello Aspen Institute Italia, Giulio Tremonti appunto. L’Aspen Institute è un’organizzazione internazionale che si autoproclama finalizzata a incoraggiare le leadership illuminate, le idee e i valori senza tempo e il dialogo sui problemi contemporanei, in altre parole la guida americana del mondo. La sede centrale dell’Istituto è a Washington ed esso è finanziato ampiamente da fondazioni come la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation, attraverso quote di iscrizione a seminari e donazioni individuali. Resta solo il dubbio se l’originale della lettera di Tremonti sia stato scritto a Washington o in Italia.

Adesso, a parte i molti aspetti disparati (dopo aver distrutto il cinema italiano a favore di quello americano adesso si tratterebbe di distruggere anche la televisione italiana e di farci guardare direttamente anche i telegiornali della CNN) e quelli più specificamente culturali: la nostra cultura ha ancora qualcosa da dire e non è arrivato il momento di suicidarci in massa, sarebbe il caso di soffermarsi sull’aspetto puramente economico. Se vogliamo imparare la lingua del padrone, credendo di diventare come lui e di poter competere con lui, non sarebbe forse venuto il momento di incominciare a trasmettere film in cinese con sottotitoli?

La sola soluzione neutrale ed ideale, l’adozione della lingua internazionale esperanto, che mette tutti, italiani, americani e cinesi, su un piede di parità, è quella di cui nessuno vuol parlare per non perdere i finanziamenti della Carnegie Corporation o del Rockefeller Brothers Fund. Ragionateci con la vostra testa: www.esperanto.it .