lunedì 31 maggio 2010

La Marcia per la pace Perugia-Assisi... continua


"Contro la crisi più grande"

Lettera aperta ai partecipanti alla Marcia per la pace Perugia-Assisi del 16 maggio 2010

di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 26 maggio 2010

Incontriamoci il 2 e 3 luglio 2010 a Senigallia, in occasione della festa di Caterpillar. Progettiamo la strada che vogliamo fare insieme. Dal 16 maggio 2010 al 25 settembre 2011.

Care amiche e cari amici,

dopo aver combattuto una battaglia impari contro Giove pluvio, viene quasi voglia di ringraziarlo. Vedere così tanta gente camminare serenamente da Perugia ad Assisi, nonostante le pessime condizioni atmosferiche, ha colpito tutti. In un tempo carico di amarezze, tristezza e smarrimento, è stato come riscoprire un tesoro andato perduto. La pioggia gli ha restituito la brillantezza dei colori originali, come un dipinto di Giotto dopo un accurato restauro. Un tesoro. Tanta gente, bella, determinata e soprattutto vera. Gente che ha un’altra idea della pace e delle cose che dobbiamo fare tutti per costruirla. Gente salda nelle proprie convinzioni. Gente che ci crede. E siccome ci crede veramente, ci lavora, s’impegna, si spende.

Questa è la Perugia-Assisi. Una marcia sorprendente. La Marcia che ancora una volta ha sorpreso tutti. Quelli che ci sono venuti e temevano le conseguenze del maltempo, quelli che l’hanno snobbata sin dall’inizio, quelli che avevano giurato che saremmo stati in pochi, quelli che hanno fatto il tifo contro di noi, quelli che ancora oggi vanno a dire in giro che non eravamo centomila, quelli che non si sono nemmeno degnati di venirla a vedere, quelli che l’hanno vista e hanno scelto di nasconderla a tutti gli altri.

E’ stato bello ritrovarsi. E riscoprirsi ancora in tanti. E’ stato come fare il pieno di energia. Ci servirà per continuare il cammino. Con ancora più coraggio e determinazione.

Spero che i familiari delle vittime e i testimoni di tante ingiustizie e violazioni dei diritti umani, i lavoratori delle aziende in crisi che hanno vissuto con noi quei momenti abbiamo raccolto tutta la solidarietà più autentica che meritano.

Grazie!

Il primo “grazie” va ai 5362 che, prima della Marcia, sotto una pioggia scrosciante, hanno partecipato al Forum della pace e al Meeting nazionale delle scuole “Cittadinanza e Costituzione” . Ragazzi, ragazze, insegnanti, giovani, bambini, amministratori locali, giornalisti, responsabili di gruppi e associazioni impegnati per tre giorni ad ascoltare, condividere, imparare, riflettere e progettare un paese e un mondo migliore. La loro attenzione e il loro impegno, il loro entusiasmo e la loro pazienza hanno mostrato a tutti la strada che dobbiamo percorrere.

Un grande “Grazie” a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ci hanno aiutato a progettarlo e a realizzarlo con passione. Grazie a chi lo ha fatto in prima persona senza risparmiare energie. Grazie alle 660 associazioni che hanno aderito, a tutte quelle che ci sono state con i propri progetti e i propri operatori e a tutti coloro che si sono messi a disposizione con grande generosità e impegno. E’ stata una grande impresa collettiva che non mancherà di dare buoni frutti.

Grazie a tutti quelli che sono venuti alla marcia, a chi ha organizzato i pullman, gli incontri con gli ospiti internazionali e le conferenze stampa, grazie a chi ha coinvolto gli immigrati, a chi ha facilitato la partecipazione delle scuole e dei giovani. Le adesioni sono state davvero tantissime: 1165 provenienti da 645 città di tutte le province italiane.

Grazie a 337 Comuni, Province e Regioni che anche questa volta hanno aderito e sostenuto l’organizzazione della Marcia a partire dalla Provincia di Perugia, dalla Regione dell’Umbria e dai Comuni di Perugia e Assisi. Grazie anche alla prefettura, alla questura, alla protezione civile e a tutte le istituzioni che hanno contribuito al buon svolgimento della manifestazione.

Un ringraziamento particolare lo dobbiamo ai giornalisti e alle testate che hanno raccontato il Forum e la Marcia. Grazie a RaiNews24 (che ci ha seguito più di ogni altro prima di essere ulteriormente colpita dalla dirigenza Rai), al Tg3 nazionale e al Tg3 dell’Umbria che hanno dedicato molti servizi ed effettuato lunghe dirette. Grazie a Caterpillar che ha promosso con noi “T’illumino di +”. Grazie a Radio Articolo 1 e Radio Popolare per le loro dirette e alle tante radio che ci hanno accompagnato giorno per giorno. E, ancora, grazie ai 30 reporter di pace e a tutta la “grande redazione della pace” che ha realizzato la diretta streeming e mille altre attività di comunicazione e informazione. I risultati di questo straordinario lavoro di comunicazione rendono ancora più inaccettabile il modo vergognoso in cui il TG1 e i principali quotidiani nazionali hanno liquidato il Forum della pace e i centomila della Marcia per la pace Perugia-Assisi. E’ tempo di prendere sul serio “l’emergenza informazione” e di reagire con forza.

La proposta

Il Forum della pace e la Marcia Perugia-Assisi ci hanno consentito di rinnovare il nostro impegno per la pace, la giustizia e i diritti umani in un tempo di grave crisi, che è crisi di valori, di prospettive, di fiducia, crisi sociale, economica, politica, etica, ambientale e culturale.

Ora però, abbiamo un gran bisogno di continuare a camminare insieme. Abbiamo bisogno di superare la frammentazione e le troppe divisioni che impediscono alla parte migliore di questo paese di incidere come dovrebbe. Abbiamo bisogno di unire quanti si sentono impegnati a costruire un’Italia e un mondo migliore.

Se è vero che per uscire dalla crisi “abbiamo bisogno di un’altra cultura”, allora dobbiamo trasformare la marcia di un giorno nella marcia di tutti i giorni e fare insieme un grande investimento educativo. Questa è, oggi più che mai, una priorità.

Con questo spirito invitiamo tutti coloro che hanno contribuito a realizzare la Marcia del 16 maggio a progettare insieme un nuovo anno d’impegno per la pace. Pensiamo innanzitutto alla costruzione di un grande progetto educativo centrato sui grandi valori costituzionali e sul protagonismo dei giovani. Un progetto che veda la partecipazione attiva di tutti: scuole, enti locali, gruppi, associazioni e media. Un progetto che parta da ciascuna delle città in cui operiamo, si sviluppi durante tutto il prossimo anno e poi ci veda di nuovo insieme domenica 25 settembre 2011, 50° anniversario della Perugia-Assisi, per realizzare una nuova grande marcia per la pace.

Progettiamo la strada che vogliamo fare insieme.

Concretamente, invitiamo tutti coloro che hanno aderito alla Marcia del 16 maggio a:

1) entrare a far parte del Comitato nazionale per il 50° anniversario della Marcia per la pace Perugia-Assisi. In questo modo potremo dare un segno concreto della volontà di operare insieme valorizzando il contributo, il percorso, la creatività e l’impegno di ciascuno. I 50anni della Perugia-Assisi (parte dei 150anni dell’Unità d’Italia) sono una grande occasione per proseguire il nostro cammino di pace coniugando storia e futuro, memoria e progetto;

2) partecipare al Seminario nazionale della Tavola della pace che si svolgerà il 2 e 3 luglio 2010 a Senigallia, in occasione della festa di Caterpillar. Abbiamo molte cose da discutere e da decidere insieme. L’incontro ci servirà a progettare, prima dell’estate, quello che vogliamo fare insieme a scuola, per la scuola e con la scuola, nelle nostre città, con i giovani e per i giovani, con i nostri enti locali e le nostre associazioni. (Fissate la data nella vostra agenda! Nei prossimi giorni vi invieremo tutte le informazioni necessarie per partecipare)

Il futuro è di coloro

che credono nella bellezza dei propri sogni.

Eleanor Roosevelt

mercoledì 19 maggio 2010

Un intervento alla Vigilia della Marcia della Pace

del Prof. Aldo Grassini

Una proposta degli esperantisti per una soluzione pacifica ai problemi linguistici-culturali internazionali

Non c'è pace senza una vera cultura di pace. Non c'è pace senza il rispetto per tutte le culture, per tutte le diversità, per tutte le identità culturali. Pace significa dialogo, confronto democratico, cioè autenticamente paritario. Quale è lo strumento di una vera comunicazione di pace? Che ruolo gioca la lingua in una comunicazione di pace? Ecco una problematica sulla quale il Movimento per la Pace non ha ancora saputo elaborare una riflessione approfondita.
La lingua esprime l'identità di un popolo. Un popolo senza lingua è un popolo senz'anima. La lingua porta dentro di sé la sintesi di una cultura, la storia di una civiltà. La lingua è un veicolo di valori e, per alcuni studiosi, è un modo di pensare, non è mai uno strumento neutrale. Ma, più concretamente, la lingua è potere: chi è padrone della lingua ha più opportunità di far valere il proprio punto di vista, di esplicare un ruolo organizzativo e di coordinamento: insomma, conquista un'egemonia, prima operativa e poi psicologica e, diciamo così, politica. L'egemonia linguistica comporta inevitabilmente anche concreti vantaggi economici e commerciali.
Tutto ciò trova conferma nelle indicazioni della storia. In ogni tempo la comunicazione tra popoli diversi è sempre avvenuta nella lingua del più forte e questa condizione ha sempre rappresentato un ulteriore elemento di supremazia per il più forte. Pensiamo, in particolare, alla storia del colonialismo: tutti i popoli assoggettati hanno finito con l'assimilare la lingua dei colonizzatori, perdendo la propria o subendo una pesante influenza sulla sua evoluzione. Ma quasi mai la lingua dei colonizzatori è stata imposta con la forza; i popoli colonizzati hanno cercato di appropriarsi della lingua dei colonizzatori quale strumento di promozione sociale e di ascesa economica. E' evidente la perdita di identità di questi popoli.
Oggi nel mondo assistiamo al netto prevalere della lingua inglese come conseguenza dell'egemonia politica, economia e militare degli Stati Uniti d'America. Nel pianeta, ormai ridotto dalla tecnologia ad un "villaggio globale" la lingua inglese è oggi uno strumento insostituibile negli scambi internazionali. Ma gli strumenti di comunicazione oggi attivi, riuscendo ad incidere con grande rapidità sulle attività e sul pensiero delle masse, producono trasformazioni così veloci quali non si sono mai viste nella storia. L'uso quasi esclusivo della lingua inglese sta producendo in pochi decenni quegli effetti che nel passato hanno richiesto secoli. La lingua inglese, oltre che strumento di comunicazione nei più diversi settori dell’economia, della scienza e del costume, è anche il veicolo di un modello di società che riguarda il costume, i gusti, i valori, in una parola la cultura.
Noi assistiamo ad un processo di omologazione culturale che distrugge le diversità e non è il frutto di una sintesi, ma la sovrapposizione di una cultura sulle altre. Altra conseguenza evidente è l'"inglesizzazione" di tutte le lingue (guardiamo a ciò che sta capitando anche all'italiano!) e la scomparsa delle più deboli, come sottolineano tutti i sociolinguisti. Un fatto è che una lingua nazionale non può essere neutrale e non può risolvere il problema della crescente necessità di uno strumento di comunicazione internazionale veramente democratico perché finisce sempre con il cancellare o fortemente ridimensionare le diversità.
Per il Movimento Esperantista solo una lingua neutrale (come appunto l'esperanto) potrebbe offrire uno strumento di comunicazione non invasivo, in quanto non portatore di una cultura egemone. La facilità di apprendimento (che non ha confronto in qualsiasi altra lingua) e la neutralità la rendono la lingua assolutamente più democratica, rispettosa di tutte le culture e garante di pari opportunità per tutti i popoli. Sono queste le condizioni oggettive per una vera cultura di pace.
Molti credono, per scarsa informazione, che l'esperanto sia un progetto del passato e che pretenda di sostituire tutte le altre lingue.
L'esperanto è invece una realtà che attualmente registra alcuni milioni di praticanti in quasi tutti i Paesi del mondo e che si sta rivelando uno strumento estremamente duttile nell'era di Internet. Inoltre, il Movimento Esperantista vuol difendere e salvaguardare la pluralità delle lingue e con esse le diversità culturali dei popoli.
A chi osserva che la diffusione dell'inglese ha già conquistato buona parte del mondo, si può rispondere che l'inglese è oggi la lingua delle classi dirigenti e che la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta non lo conoscono. Un futuro (ormai non molto lontano) che avesse bisogno di coinvolgere tutto il genere umano in una comunicazione veramente alla portata di tutti, dovrebbe far meditare sulla difficoltà per la maggior parte degli uomini di giungere ad una buona padronanza di una lingua straniera e all'enorme vantaggio che l'esperanto proporrebbe quanto ai risultati ed ai costi di un'eventuale grande campagna di alfabetizzazione mondiale, considerato che la sua struttura semplice e razionale lo rende incomparabilmente più facile di qualunque altra lingua.

domenica 16 maggio 2010

ASSISI 16 MAGGIO 2010




da Renato Corsetti Presidente FEI

Un eroico drappello di circa 15 esperantisti di Ancona e di Roma malgrado le avverse condizioni (metereologiche e di traffico) riusciva oggi a montare il tavolo dell'esperanto lungo la facciata di Santa Maria degli Angeli, dove passavano tutti i marciatori della Marcia della Pace Perugia-Assisi.

Moltissimi manifestini venivano distribuiti tra le 12,30 e le 15,30. Molti colloqui venivano ingaggiati con gli interessati.

Alle 15,30 un acquazzone fortissimo li costringeva a ritirarsi insieme a tutti le altre associazioni che esponevano le loro cose.

Grazie a tutti gli intervenuti!

L'anno prossimo ci dobbiamo organizzare molto meglio assai, perche' il pubblico che marcia merita.

Aggiungiamo a questo il fatto che Aldo Grassini ieri ha parlato a Perugia
nell'ambito del Forum per i Diritti Umani, una manifestazione molto ampia e complessa alla vigilia della marcia nella sezione Informazione e Cultura. Come informa Aldo: "Stamattina sono andato a parlare anche del problema della comunicazione linguistica internazionale e dell'esperanto. C'erano giornalisti, attrici ed altri intellettuali. Io ho potuto parlare soltanto per circa cinque minuti ed ho avuto difficolta' a sviluppare un discorso sufficientemente articolato. Comunque l'uditorio (studenti ed insegnati) nel Teatro del Pavone mi ha ascoltato con molta attenzione."

Ciao

Renato

sabato 8 maggio 2010

MARCIA PERUGIA -ASSISI 16 MAGGIO 2010


DOMENICA 16 MAGGIO 2010

MARCIA PERUGIA – ASSISI

Diffondiamo la cultura della pace e dei diritti umani

Diciamo basta alla violenza e alla paura

COSTRUIAMO INSIEME

Un’Italia migliore

indispensabile prenotarsi

per la prenotazione mandare un messaggio di posta elettronica a

marco.menghini01@gmail.com

indica nome, cognome e recapito telefonico

Quota di partecipazione 7 €

Partenza pullman

Da Recanati

alle ore 7:00 dalla Stazione delle corriere

Da Ancona

alle ore 8:00 davanti allo Stadio Dorico e poi Stazione Ferroviaria

Si percorrerà il tratto più breve, da Santa Maria degli Angeli fino alla Rocca Maggiore. Chi vorrà potrà unirsi alla marcia nei tratti precedenti.

Gruppo Esperantista Marchigiano

071/980627 – Marco (Recanati)

071/31602 – Aldo e Daniela (Ancona)