martedì 24 luglio 2012

125 anni e non li dimostra... Auguri!!!!

COMUNICATO STAMPA che come sempre ricevo e pubblico:

La lingua esperanto compie 125 anni 

Giovedì 26 luglio 2012 l'esperanto compie 125 anni. Nello stesso giorno del 1887, infatti, il polacco Ludovico Zamenhof presentava al mondo la sua lingua con l'Unua libro (“Primo libro”), una grammatica accompagnata da un breve saggio introduttivo ed alcuni testi di prosa e poesia, originali e tradotti.

L'esperanto ha un tratto estremamente particolare, l'interna ideo. La lingua, infatti, è nata e si è sviluppata per offire “un fondamento neutrale sul quale i diversi gruppi umani possano pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione”. L'esperanto, come ha scritto Umberto Eco, “non pretende né di essere la lingua perfetta né di volersi sovrapporre alle lingue esistenti”.

Nel 1905 Zamenhof – premiato con la “Legione d’Onore” dal Ministro francese della Pubblica Istruzione – ha fissato i principi fondamentali nel “Fundamento de esperanto”. La lingua da subito destò l'interesse di studiosi ed appassionati, tra i quali lo scrittore Jules Verne, presidente onorario del gruppo esperantista di Amiens, che intraprese la stesura di un libro - rimasto incompiuto a causa della sua improvvisa morte - Vojage d’étude, in cui il romanziere francese definiva l’esperanto come “il più sicuro, il più valido veicolo della civilizzazione”.

Il movimento esperantista, duramente perseguitato sia dal nazismo che dal comunismo, è tornato ad organizzarsi con maggiore efficacia, ottenendo importanti riconoscimenti a livello internazionale quali ad esempio le risoluzioni Unesco di Montevideo (1954) e Sofia (1985).

125 anni dopo dalla pubblicazione dell'Unua Libro, l'esperanto oggi è una lingua usata in tutto il mondo e ricca di forza espressiva. Gli autori di riferimento della letteratura esperantista, per citarne alcuni, sono francesi (Waringhien), ungheresi (Kalocsay, Baghy), scozzesi (Auld). Questa è un'altra particolarità dell'esperanto: tanti scrittori provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture hanno creato una letteratura che si caratterizza per varietà di temi, di storie, di stili. L'esperanto è multiculturale,semplice ed efficace, e contribuisce a una comunicazione equa e a un multilinguismo sostenibile.

http://www.esperantoitalia.it

martedì 10 luglio 2012

La democrazia linguistica è una condizione essenziale per il rispetto dei diritti civili e politici

COMUNICATO STAMPA  (che come ricevo,  pubblico)
dell 'Associazione Universale di Esperanto (UEA) e Associazione Nitobe
Dal 9 al 13 luglio 2012 si svolge a Ginevra presso il Palazzo delle Nazioni la quinta sessione del Meccanismo di esperti sui diritti dei Popoli Indigeni. L'argomento dei lavori è il ruolo delle lingue e delle culture per quanto riguarda la tutela e lo sviluppo dell'identità delle popolazioni indigene. L'Associazione Universale di Esperanto (UEA) e l'Associazione Nitobe per la democrazia e la giustizia presentano la seguente dichiarazione congiunta.

"Ogni persona dalla nascita possiede una lingua, definita come "materna", trasmessagli dai genitori o dal contesto famigliare. Questa è una delle caratteristiche di ciascuna persona, come il genere o il colore della pelle. Attraverso la lingua, gli uomini organizzano i loro pensieri, comunicare, scambiare informazioni, interagire e partecipare pienamente alla vita della società. Di conseguenza, la tutela della lingua materna è importante non solo dal punto di vista culturale, ma, soprattutto, pratico, politico ed economico perchè riguarda anche il rispetto degli interessi materiali degli individui. Ad un contesto di discriminazione linguistica o a una perdita di funzionalità di una determinata lingua nella società, corrisponde l'impoverimento della comunità parlante, trovatasi di fronte a barriere all'accesso dell'istruzione, della giustizia e del mercato di lavoro. La difesa dei diritti linguistici è, quindi, una parte importante dei diritti umani.

Garantire la possibilità di utilizzare la propria lingua materna in ogni comunicazione con le istituzioni è una condizione assoluta affinché l'individuo possa efficacemente esercitare i propri diritti politici senza restrizioni. Uno Stato, infatti, non può funzionare senza comunicazione con i cittadini. Esso può essere neutrale nei confronti della religione, ma non può essere neutrale rispetto al linguaggio, perché deve adottare almeno una lingua per la legiferazione, l'istruzione, ecc.. Le istituzioni, tuttavia, possono non essere democratiche, se non sono basate su una comunicazione accessibile a tutti i cittadini che utilizzano la loro lingua materna. La democrazia linguistica è una condizione essenziale per il rispetto dei diritti civili e politici.

L'Associazione Universale di Esperanto e l'Associazione Nitobe per la democrazia e la giustizia linguistica sottolineano il legame che lega la difesa dei diritti linguistici dei popoli indigeni e la partecipazione di questi in tutte le sfere della società."
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