L'Esperanto non è un' utopia come non è retorica quando la si descrive come lingua di pace e di fratellanza fra razze, popoli e paesi. (Franco Giannini)
lunedì 31 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
Bondezirkarto
a
ĉiuj la esperantista
geamikoj de la rete e de "Esperanto sotto la Rocca"
Feliĉan
Kristnaskon kaj Feliĉan
Novan Jaron 2013 !
domenica 18 novembre 2012
Premio "Zamenhof" XI Edizione - 2012
COMUNICATO STAMPA ricevuto, ed immediatamente pubblicato, dal solito Presidente Renato Corsetti e dal sempre puntuale Prof. Aldo Grassini. Con i Premi Zamenhof e Stoppoloni, non bisogna perdere tempo!
VENERDI' 23 NOVEMBRE ORE 21
TEATRO SPERIMENTALE "LIRIO ARENA" - ANCONA
Premio "Zamenhof - Le Voci della Pace", XI Edizione,
VENERDI' 23 NOVEMBRE ORE 21
TEATRO SPERIMENTALE "LIRIO ARENA" - ANCONA
INGRESSO
LIBERO
Premio "Zamenhof - Le Voci della Pace", XI Edizione,
e
Premio "Umberto Stoppoloni - Le
Integrazioni Impossibili", Ix Edizione.
Per il Premio "Zamenhof"
riceveranno la scultura del m.o Walter Valentini dal titolo
"Il Pane del Sole":
CLAUDIO BAGLIONI
per il suo impegno decennale
nell'isola di Lampedusa, volto a favorire con l'aiuto
dell'arte lo sviluppo umano e l'integrazione interculturale
in una difficile terra di frontiera (ritirerà il premio
l'avv. Luca Pardo).
SERGIO CAMPO,
per aver saputo trasformare una
tragica esperienza di vita in uno splendido esempio di
solidarietà con la creazione della Fondazione "Niccolò
Campo" e, in particolare, con il progetto "Bimbingamba" che
fornisce protesi a bambini di tutto il mondo che hanno
perduto gli arti per incidenti o per la guerra.
L'Associazione "RONDINE
CITTADELLA DELLA PACE"
per il suo impegno, tra
l'altro, nello studentato che accoglie giovani provenienti
da popoli in guerra tra loro, per dimostrare, attraverso
un'autentica esperienza di vita, il valore dell'amicizia e
l'assurdità della guerra.
Il Premio "Stoppoloni" sarà
assegnato a
"CLOCHARD ALLA RISCOSSA" un sindacato spontaneo
di senza fissa dimora che si prodiga per favorire la
risalita di esseri umani scivolati nei gradini più bassi
della scala sociale.
Concluderà la serata
"LO
TIRAMNO D'ANKONA" di Gianfranco Giacchetta, una lettura
teatrale a cura della Compagnia VI Luglio.
MARIA GRAZIA BARBONI canterà De
André in esperanto.
Nella serata interverranno tre
classi della Scuola Elementare "Domenico Savio" di Ancona
con alcune canzoni in esperanto.
Conduzione e coordinamento di
Andrea Carloni.
Organizza:
Federazione Esperantista
Italiana
Patrocinio:
Comune di Ancona
Regione Marche
Università per la Pace delle
Marche
Museo Tattile Statale Omero
Si ringraziano:
Mariotti Costruzioni
Multiservizi SPA Ancona
Hotel City, Ancona
Giovane Ancona Calcio
Agriturismo Fiori del
Conero di Ciavattini Eugenio e Silvano
Economia&Cultura di
Gabriella Papini
________________________________________
NOTA ORGANIZZATIVA: Agli esperantisti che intendono
partecipare si consiglia l'Hotel City, via matteotti 112,
nei paraggi del Teatro Sperimentale, e l'Hotel della rosa,
Piazza Rosselli, presso la stazione ferroviaria.
Dopo la manifestazione (circa
ore 23,30) ci si ritroverà al ristorante Cardeto per la cena
(E. 22), ma è necessario prenotarsi presso Daniela Bottegoni
(tel. 339/8007222) a cui rivolgersi per qualsiasi
informazione.
__._,_.___
martedì 6 novembre 2012
due date importanti : il 10 e il 15 di Dicembre
Chissà se Google si ricorderà anche quest'anno??
Intanto a ricordarcelo è ancora lui : Renato Corsetti con il suo immancabile COMUNICATO STAMPA che come ricevo, pubblico.
Intanto a ricordarcelo è ancora lui : Renato Corsetti con il suo immancabile COMUNICATO STAMPA che come ricevo, pubblico.
Indicazione
per i gruppi locali e per gli esperantisti isolati
15 di dicembre
Il 15 di dicembre
è il giorno più conosciuto e più festeggiato nel mondo
espernatista. Il suo
nome tradizionale è Zamenhof-tago (giornata di Zamenhof), ed in tutti i
gruppi esperantisti
del mondo ci si riunisce, si organizzano delle attività
particolari, si cena
insieme e, nei paesi cristiani, ci si scambiano gli auguri per
il Natale.
Idea buona è
utilizzare questa ricorrenza anche informare il pubblico locale
sull’esperanto.
Tutti si ricordano che alcuni anni fa Google fece comparire una
reclame nelle
sue pagine, ma anche senza andare tanto in alto, è possibile
pensare ad una
conferenza presso la biblioteca comunale locale od un’altra
associazione
culturale sull’esperanto, o sui diritti linguistici dell’uomo.
Il tema dei
diritti umani è particolarmente indicato perché il 10 dicembre,
cioè quasi
nella stessa data, ricorre la giornata internazionale dei
Diritti Umani.
La FEI resta a
vostra disposizione e può aiutarvi mandandovi gratis il
materiale informativo
di cui potrete aver bisogno.
L’esperanto lo diffondiamo
tutti insieme.
domenica 21 ottobre 2012
Beppe Grillo e l'esperanto
COMUNICATO STAMPA che ricevo da Renato Corsetti e come talo pubblico. Voglio solo sottolineare che non è l'aspetto Politico quello che interessa gli esperantisti, ma la sua frase :"... L'esperanto è obbligatorio come seconda lingua in ogni nazione. Chiunque può capire l'altro sul pianeta...." .
E' importante far capire che esistiamo e siamo un bel numero. E' importante perche' la primna reazione che ho letta di uno del pubblico era contraria all'esperanto (troppo europeo).
Mi raccomando.
Renato
Ricapitoliamo:
- nel blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2012/10/ma_che_pianeta_mi_hai_fatto_terza_puntata.html
c'e' scritto: " L'esperanto è obbligatorio come seconda lingua in ogni nazione." nel quadro di idee su cose da fare per riformare il mondo.
L'affermazione è favorevole e forte. Adesso si tratta di far vedere
che gli esperantisti esistono e sono favorevoli a quell'idea. Non vi
chiedo di votare per Grillo, ne' di dire che lo farete, ne' di
parlare di cose collaterali come la difesa dell'italiano, ma solo di
commentare quell'articolo nel blog e di dire che siete favorevoli a
quell'idea del blog.- nel blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2012/10/ma_che_pianeta_mi_hai_fatto_terza_puntata.html
c'e' scritto: " L'esperanto è obbligatorio come seconda lingua in ogni nazione." nel quadro di idee su cose da fare per riformare il mondo.
E' importante far capire che esistiamo e siamo un bel numero. E' importante perche' la primna reazione che ho letta di uno del pubblico era contraria all'esperanto (troppo europeo).
Mi raccomando.
Renato
giovedì 18 ottobre 2012
Petizione sulla proposta di legge
RENATO CORSETTI
che come ricevo così pubblico:
La petizione sulla proposta di legge sembra andare piu' forte tra i non esperantisti che tra gli esperantisti.
«Proposta sull'insegnamento della lingua internazionale
esperanto»
http://www.petizionepubblica.it/?pi=esperant
Non c'entra se sara' approvata o no.
Certamente non lo sara'. Serve solo per fare un po' di
informazione in rete.http://www.petizionepubblica.it/?pi=esperant
Firma anche tu, se sei contrario alla rottamazione dell'esperanto.
Ciao
Renato
venerdì 12 ottobre 2012
La Federazione Esperantista Italiana interviene sulle ultime dichiarazioni del difensore civico europeo a proposito di multilinguismo
COMUNICATO STAMPA FEI che ricevo e come tale pubblico :
La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
Nikiforos Diamandouros aveva invitato l'esecutivo a rispettare l'uso di tutte le 23 lingue ufficiali, dichiarando, inoltre, di condividere pienamente la risoluzione, approvata nel giugno scorso, con cui anche il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione rivedere le sue politiche sul multilinguismo.
"La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
La questione linguistica è tutt'altro che secondaria nell'Unione europea. Nel 2011 la Corte di giustizia dell'Unione Europea ha sentenziato che «è discriminatorio» pubblicare solo in tedesco, inglese e francese un bando di assunzione nelle istituzioni europee. Italia e Spagna, recentemente, rifiutano di aderire al sistema di brevetto europeo fondato sul trilinguismo (inglese, francese, tedesco), un progetto sul quale pende ora il ricorso del nostro Paese presso la Corte di Giustizia europea. Il Commissario per il mercato interno e i servizi dell'Unione europea, Michel Barnier ha pubblicato su La Stampa editoriale sostenendo che "La decisione risponde unicamente a criteri di ordine economico e amministrativo" e che "la protezione unitaria dei brevetti non introduce alcuna discriminazione".
La Federazione Esperantista Italiana risponde che il trilinguismo non corrisponde affatto a un criterio economico o amministrativo, ma esclusivamente agli interessi dei paesi dove si parlano quelle lingue. Le imprese italiane, come quelle di altri Paesi, saranno messe con tali scelte in condizione di svantaggio rispetto alla concorrenza. L'italiano e lo spagnolo sono tra le lingue di lavoro dell'ufficio europeo dei Marchi e Disegni Industriali di Alicante e questo non ha causato alcun problemi da natura economica o amministrativa. La "ragionevolezza" del brevetto trilingue non è altro che un bluff.
François Grin, professore dell'università di Ginevra, in un rapporto richiesto dal francese Alto Consiglio per la Valutazione Scolastica, ha dimostrato che "25 miliardi di euro (...) sarebbero risparmiati ogni anno se in Europa gli stati coordinassero le loro politiche d'insegnamento delle lingue nel pieno rispetto del plurilinguismo e completandole con una lingua non etnica e imparziale come l'esperanto". Anche il premio Nobel per l'Economia 1994 Professor Reinhard Selten condivide questo orientamento e spiega che l'insegnamento dell'esperanto nelle scuole e l'adozione nell'ambito dell'Unione Europea sono entrambe possibili. Il progetto, spiega, potrebbe partire da un accordo stipulato da alcuni Paesi, accrescendosi attraverso l'adesione di nuovi Stati e a poco a poco l'esperanto potrebbe diventare un comune mezzo di intercomprensione. "L'idea di una convenzione tra gli Stati di questo tipo – conclude Selten - non è né mia né nuova ma ha una grande tradizione: possiamo costatare che in Europa molti progetti si sono ingranditi a partire da realtà molto piccole e l'Europa stessa adesso non è altro che una rete di accordi, come ad esempio quello del libero scambio di persone e di merci. Come sottolineato da importanti scienziati del settore come István Szerdahelyi ed Helmar Frank, non è affatto irrazionale imparare l'esperanto come prima lingua straniera."La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
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Esperanto Italia - FEI
Via Villoresi, 38, 20143 Milano
www.esperanto.it <http://www.esperanto.it>,
approfondimenti.esperanto.it <http://approfondimenti.esperanto.it>
La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
Nikiforos Diamandouros aveva invitato l'esecutivo a rispettare l'uso di tutte le 23 lingue ufficiali, dichiarando, inoltre, di condividere pienamente la risoluzione, approvata nel giugno scorso, con cui anche il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione rivedere le sue politiche sul multilinguismo.
"La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
La questione linguistica è tutt'altro che secondaria nell'Unione europea. Nel 2011 la Corte di giustizia dell'Unione Europea ha sentenziato che «è discriminatorio» pubblicare solo in tedesco, inglese e francese un bando di assunzione nelle istituzioni europee. Italia e Spagna, recentemente, rifiutano di aderire al sistema di brevetto europeo fondato sul trilinguismo (inglese, francese, tedesco), un progetto sul quale pende ora il ricorso del nostro Paese presso la Corte di Giustizia europea. Il Commissario per il mercato interno e i servizi dell'Unione europea, Michel Barnier ha pubblicato su La Stampa editoriale sostenendo che "La decisione risponde unicamente a criteri di ordine economico e amministrativo" e che "la protezione unitaria dei brevetti non introduce alcuna discriminazione".
La Federazione Esperantista Italiana risponde che il trilinguismo non corrisponde affatto a un criterio economico o amministrativo, ma esclusivamente agli interessi dei paesi dove si parlano quelle lingue. Le imprese italiane, come quelle di altri Paesi, saranno messe con tali scelte in condizione di svantaggio rispetto alla concorrenza. L'italiano e lo spagnolo sono tra le lingue di lavoro dell'ufficio europeo dei Marchi e Disegni Industriali di Alicante e questo non ha causato alcun problemi da natura economica o amministrativa. La "ragionevolezza" del brevetto trilingue non è altro che un bluff.
François Grin, professore dell'università di Ginevra, in un rapporto richiesto dal francese Alto Consiglio per la Valutazione Scolastica, ha dimostrato che "25 miliardi di euro (...) sarebbero risparmiati ogni anno se in Europa gli stati coordinassero le loro politiche d'insegnamento delle lingue nel pieno rispetto del plurilinguismo e completandole con una lingua non etnica e imparziale come l'esperanto". Anche il premio Nobel per l'Economia 1994 Professor Reinhard Selten condivide questo orientamento e spiega che l'insegnamento dell'esperanto nelle scuole e l'adozione nell'ambito dell'Unione Europea sono entrambe possibili. Il progetto, spiega, potrebbe partire da un accordo stipulato da alcuni Paesi, accrescendosi attraverso l'adesione di nuovi Stati e a poco a poco l'esperanto potrebbe diventare un comune mezzo di intercomprensione. "L'idea di una convenzione tra gli Stati di questo tipo – conclude Selten - non è né mia né nuova ma ha una grande tradizione: possiamo costatare che in Europa molti progetti si sono ingranditi a partire da realtà molto piccole e l'Europa stessa adesso non è altro che una rete di accordi, come ad esempio quello del libero scambio di persone e di merci. Come sottolineato da importanti scienziati del settore come István Szerdahelyi ed Helmar Frank, non è affatto irrazionale imparare l'esperanto come prima lingua straniera."La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall'Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione, perchè ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
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martedì 9 ottobre 2012
La Federazione Esperantista Italiana sulle III assise del plurilinguismo
Comunicato Stampa
che come ricevo così pubblico:
A Roma si apriranno domani mercoledì 10 ottobre le III Assise europee del plurilinguismo. La Federazione Esperantista Italiana, pur non essendo presente direttamente con propri relatori ai lavori della conferenza, manifesta il proprio sostegno alla manifestazione.
Per L'Europa il plurilinguismo non è un'opzione ma un dovere per proseguire sulla strada dell'integrazione. Globale e locale, infatti, nel mondo moderno si avvicinano fino quasi a confondersi e la pressione esercitata dall'economia e da altri fattori sociali rischia di stritolare gli equilibri del Continente.
Una lingua - bisogna precisare - non è semplicemente un codice attraverso il quale l'uomo comunica ma è anche il frutto ed il motore della sua iterazione con gli altri individui, il territorio e un ambito culturale. Un legame finissimo, da preservare e sul quale costruire il rapporto con le Istituzioni. Impedire – attivamente o passivamente – a una persona di esprimersi nella propria lingua materna imponendone quella di un altro popolo significa restringere la sfera dei diritti personali e scoraggiare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Da questa intuizione multietnica Zamenhof nel 1887 ha sviluppato l'esperanto per permettere una comunicazione 'sostenibile' tra comunità di diverse culture.
Plurilinguismo è tolleranza e rispetto verso gli altri: l'Europa nasce per necessità plurilingue in quanto sintesi di una molteplicità di anime conviventi negli stessi ambiti. Scienziati, filosofi, artisti avevano già maturato questa consapevolezza nei secoli passati; la sfida è, quindi, ancorare l'Unione alla civiltà umanistica, creativa e colta che le ha dato i natali, rispettando e valorizzando, così, cittadini dei Paesi europei.
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che come ricevo così pubblico:
A Roma si apriranno domani mercoledì 10 ottobre le III Assise europee del plurilinguismo. La Federazione Esperantista Italiana, pur non essendo presente direttamente con propri relatori ai lavori della conferenza, manifesta il proprio sostegno alla manifestazione.
Per L'Europa il plurilinguismo non è un'opzione ma un dovere per proseguire sulla strada dell'integrazione. Globale e locale, infatti, nel mondo moderno si avvicinano fino quasi a confondersi e la pressione esercitata dall'economia e da altri fattori sociali rischia di stritolare gli equilibri del Continente.
Una lingua - bisogna precisare - non è semplicemente un codice attraverso il quale l'uomo comunica ma è anche il frutto ed il motore della sua iterazione con gli altri individui, il territorio e un ambito culturale. Un legame finissimo, da preservare e sul quale costruire il rapporto con le Istituzioni. Impedire – attivamente o passivamente – a una persona di esprimersi nella propria lingua materna imponendone quella di un altro popolo significa restringere la sfera dei diritti personali e scoraggiare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Da questa intuizione multietnica Zamenhof nel 1887 ha sviluppato l'esperanto per permettere una comunicazione 'sostenibile' tra comunità di diverse culture.
Plurilinguismo è tolleranza e rispetto verso gli altri: l'Europa nasce per necessità plurilingue in quanto sintesi di una molteplicità di anime conviventi negli stessi ambiti. Scienziati, filosofi, artisti avevano già maturato questa consapevolezza nei secoli passati; la sfida è, quindi, ancorare l'Unione alla civiltà umanistica, creativa e colta che le ha dato i natali, rispettando e valorizzando, così, cittadini dei Paesi europei.
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mercoledì 26 settembre 2012
Diversità linguistica patrimonio dell'Europa
COMUNICATO STAMPA della Fei che così come lo ricevo, lo pubblico :
In occasione dell'undicesima Giornata Europea delle Lingue la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importante valore della diversità linguistica nell'Unione Europea e in tutto il mondo. La pluralità di voci non è un ostacolo in un mondo sempre più piccolo dove l'istruzione e la tecnologia possono permettere di superare qualsiasi barriera.
I veri ostacoli alla comunicazione sono di ben diversa natura; si tratta dei pregiudizi e dell'intolleranza, sui quali si costruiscono muri e ghetti. In passato come nel presente alcune scelte politiche hanno diviso i popoli piuttosto che favorirne il dialogo e la reciproca convivenza e di fatto hanno sancito il predominio di un gruppo su un altro. Uno dei fondamenti dei diritti umani è proprio quello linguistico, perchè ogni uomo deve avere la possibilità di esprimere le proprie argomentazioni, difendersi nelle sedi opportune e partecipare, quindi, alla vita sociale della collettività utilizzando ciò che lo rende più libero di esprimersi, ovvero la lingua materna.
Il patrimonio linguistico si accresce attraverso il rispetto e gli scambi tra le culture e, secondo questo principio, Ludovico Zamenhof 125 anni fa presentava a Varsavia l'Esperanto, una lingua internazionale ausiliaria permettere in comunicazione i popoli su una base neutrale non etnica.
La diversità è una sfida per l'Europa da affrontare attraverso la promozione del plurilinguismo sostenibile, affinché il patrimonio linguistico del continente, giardino di culture dalle potenzialità infinite, non venga depauperato, ma tutelato e arricchito.
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In occasione dell'undicesima Giornata Europea delle Lingue la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importante valore della diversità linguistica nell'Unione Europea e in tutto il mondo. La pluralità di voci non è un ostacolo in un mondo sempre più piccolo dove l'istruzione e la tecnologia possono permettere di superare qualsiasi barriera.
I veri ostacoli alla comunicazione sono di ben diversa natura; si tratta dei pregiudizi e dell'intolleranza, sui quali si costruiscono muri e ghetti. In passato come nel presente alcune scelte politiche hanno diviso i popoli piuttosto che favorirne il dialogo e la reciproca convivenza e di fatto hanno sancito il predominio di un gruppo su un altro. Uno dei fondamenti dei diritti umani è proprio quello linguistico, perchè ogni uomo deve avere la possibilità di esprimere le proprie argomentazioni, difendersi nelle sedi opportune e partecipare, quindi, alla vita sociale della collettività utilizzando ciò che lo rende più libero di esprimersi, ovvero la lingua materna.
Il patrimonio linguistico si accresce attraverso il rispetto e gli scambi tra le culture e, secondo questo principio, Ludovico Zamenhof 125 anni fa presentava a Varsavia l'Esperanto, una lingua internazionale ausiliaria permettere in comunicazione i popoli su una base neutrale non etnica.
La diversità è una sfida per l'Europa da affrontare attraverso la promozione del plurilinguismo sostenibile, affinché il patrimonio linguistico del continente, giardino di culture dalle potenzialità infinite, non venga depauperato, ma tutelato e arricchito.
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domenica 2 settembre 2012
Mazara del Vallo, 79° Congresso di Esperanto
Comunicato Stampa che ricevo dagli Esperantisti-Marchigiani, attraverso Marco Menghini, e come tale pubblico:
Persone con persone: l’intuizione multietnica di Zamenhof
Storia, arte, mare, sole, ospitalità, buona cucina. Siamo a Mazara del Vallo per il 79° Congresso Italiano di Esperanto che si è svolto dal 17 al 25 agosto, con 328 partecipanti. Congresso italiano, ma almeno la metà dei congressisti proveniva dall’estero e non solo dall’Europa ma tutti e cinque i continenti, perfino dal Brasile, dal Canada, dal Madagascar, dall’Australia, dalla Russia, dalla Corea del Sud, dall’Angola, dal Costa Rica, ecc.
Storia, arte, mare, sole, ospitalità, buona cucina. Siamo a Mazara del Vallo per il 79° Congresso Italiano di Esperanto che si è svolto dal 17 al 25 agosto, con 328 partecipanti. Congresso italiano, ma almeno la metà dei congressisti proveniva dall’estero e non solo dall’Europa ma tutti e cinque i continenti, perfino dal Brasile, dal Canada, dal Madagascar, dall’Australia, dalla Russia, dalla Corea del Sud, dall’Angola, dal Costa Rica, ecc.
Tema
del Congresso “Sed homoj kun homoj: la pluretna intuicio de Zamenhof”
(ma persone con persone: l’intuizione multietnica di Zamenhof).
L’espressione è una citazione dal discorso inaugurale di Ludwik Lejzer
Zamenhof, l’iniziatore dell’esperanto, al Primo Congresso Universale di
Esperanto tenuto in Francia, a Boulogne-sur-Mer, nel 1905.
«Ni
konsciu bone – disse allora tra l’altro Zamenhof – la tutan gravecon de
la hodiaŭa tago, ĉar hodiaŭ inter la gastamaj muroj de Bulonjo-sur-Maro
kunvenis ne francoj kun angloj, ne rusoj kun poloj, sed homoj kun
homoj.»
(Dobbiamo essere ben coscienti di tutta l’importanza della
giornata odierna, perché oggi tra le ospitali mura di Boulogne-sur-Mer
sono convenuti non francesi con inglesi, non russi con polacchi, ma
persone con persone.)
A
Mazara, fin dai primi contatti, il comitato organizzatore del Congresso
ha trovato nel Sindaco Nicolò Cristaldi non solo grande disponibilità,
ma un’adesione entusiasta agli ideali esperantisti, che ben si sposano
con le caratteristiche di una città multietnica e multiculturale,
ospitale e aperta, come Mazara del Vallo. Una città che il Sindaco
stesso auspica possa diventare città-simbolo dell’esperanto.
Tra
le attività, collegate al Congresso o da esso suscitate, corsi di
esperanto tenuti in tutte le scuole di Mazara, cui hanno partecipato piú
di 500 studenti, ai quali sono stati consegnati gli attestati di primo
grado in occasione del Congresso. Nuovi corsi sono programmati per
l’anno scolastico 2012/2013. È stata anche pubblicata una bella,
puntuale guida turistica in esperanto.
Numerose
le attività congressuali (relazioni, corsi di lingua per principianti e
corsi avanzati, spettacoli teatrali, concerti, relazioni su vari temi,
convegni, ecc.), ma non sono mancate escursioni nelle bellissime
località della Sicilia occidentale, da Marsala ad Agrigento.
L’80° Congresso Italiano di Esperanto, si terrà a Castellaro (IM), nei pressi di Sanremo, nell’agosto 2013.
Amerigo Iannacone
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