mercoledì 14 marzo 2012

Esperanto alla radio: su Radio1 lunedì 2012-03-19 alle 23:10 circa


Comunicato Stampa che ricevo da Renato Corsetti e pubblico:

Lunedì 19 marzo 2012 su Radio 1 Rai alle ore 23:10 circa (meglio essere pronti un po' prima) va in onda un'ulteriore puntata di "10' di... Radio".

Sul tema "Esperanto e letteratura, la giornalista Cristina Prezioso intervista il professor Mauro Nervi, (http://eo.wikipedia.org/wiki/Mauro_Nervi), Presidente dell'Ale (Accademia letteraria d'esperanto: http://it.wikipedia.org/wiki/Akademio_Literatura_de_Esperanto), precoce pluripremiato a concorsi di poesia in esperanto e personalità di spicco nel mondo letterario internazionale, in particolare, come promotore del "Progetto Kafka" (http://www.kafka.org/), autore cui e' riconosciuto eminente specialista.

Buon ascolto.

Ranieri Clerici

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renato corsetti
via del castello, 1 00036 palestrina, italujo
renato@esperanto.org

venerdì 9 marzo 2012

L'Associazione Universale di Esperanto partner consultivo dell'Unesco


Comunicato Stampa della FEI che come ricevo così pubblico:

L'Associazione Universale di Esperanto (Universala Esperanto-Asocio, UEA) è diventato partner consultivo dell'UNESCO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Così ha deciso il direttore generale Irina Bokova, secondo le nuove linee guida sulle relazioni Unesco con organizzazioni non governative (ONG). Secondo il nuovo orientamento, l'UNESCO si propone di collaborare con le ONG per gli obiettivi comuni e non solo formalmente in termini di relazioni. In realtà l'UEA ha relazioni ufficiali con l'UNESCO dal 1954, anno della Risoluzione di Montevideo. Il 'nuovo' status rappresenta, infatti, soltanto un 'aggiornamento', frutto dell'evoluzione dei rapporti, prima divisi in tre categorie, tra l'organismo Onu per scienza educazione e cultura e il mondo delle ONG.

Le nuove linee guida prevedono ora collaborazioni associative e di consulenza. Nella prima sono accettate solo alcune ONG di grandi dimensioni per un periodo di otto anni. La seconda, invece, non è limitata nel tempo, ma le ONG devono mostrare una attività costante e continuativa contribuendo alle attività dell'UNESCO.

Il contributo più duraturo dell'UEA è la serie editoriale Oriente/Occidente, che dal 1961 si è articolata nella traduzione nella lingua internazione esperanto di 49 opere importanti della letteratura mondiale. Molti Congressi Universali di Esperanto, inoltre, hanno ricevuto un messaggio da parte del Direttore Generale dell'UNESCO. L'Associazione Universale d'Esperanto ha partecipato a varie campagne dell'UNESCO, tra cui la raccolta delle firme per il Manifesto 2000 per una Cultura di Pace e di Nonviolenza.

Grazie al suo status, l'UEA ha accesso alla Conferenza Generale e ad altri eventi organizzati dall'UNESCO. I risultati più importanti della Associazione Mondiale di Esperanto pressso l'UNESCO sono state le risoluzioni della Conferenza Generale a Montevideo nel 1954 ed a Sofia nel 1985. Quest'ultima può essere considerata il riconoscimento internazionale più importante dell'esperanto e della Associazione Universale di Esperanto.

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domenica 4 marzo 2012

TREMONTI: LA RAI TRASMETTA FILM IN INGLESE CON I SOTTOTITOLI


Comunicato stampa che leggo, riporto e cerco di pubblicizzare:


In una lettera al Corriere della Sera, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ha esortato oggi la RAI a trasmettere i film in inglese in lingua originale, senza doppiaggio e con i sottotitoli in italiano. Un provvedimento del genere, scrive Tremonti, renderebbe l’Italia più competitiva perché l’inglese “è la lingua della globalizzazione”, anche se “da noi non è diffusa”, e il servizio pubblico potrebbe aiutare gli italiani a superare il loro handicap. L’ex ministro dell’Economia fa anche esplicito riferimento all’idea delle «3 I» (impresa, informatica, inglese), uno slogan delle campagne elettorali di Berlusconi di cui Tremonti dice di essere stato autore e sostenitore da più di quindici anni.

Non ci si potrebbe né dovrebbe aspettare altro dal presidente dello Aspen Institute Italia, Giulio Tremonti appunto. L’Aspen Institute è un’organizzazione internazionale che si autoproclama finalizzata a incoraggiare le leadership illuminate, le idee e i valori senza tempo e il dialogo sui problemi contemporanei, in altre parole la guida americana del mondo. La sede centrale dell’Istituto è a Washington ed esso è finanziato ampiamente da fondazioni come la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation, attraverso quote di iscrizione a seminari e donazioni individuali. Resta solo il dubbio se l’originale della lettera di Tremonti sia stato scritto a Washington o in Italia.

Adesso, a parte i molti aspetti disparati (dopo aver distrutto il cinema italiano a favore di quello americano adesso si tratterebbe di distruggere anche la televisione italiana e di farci guardare direttamente anche i telegiornali della CNN) e quelli più specificamente culturali: la nostra cultura ha ancora qualcosa da dire e non è arrivato il momento di suicidarci in massa, sarebbe il caso di soffermarsi sull’aspetto puramente economico. Se vogliamo imparare la lingua del padrone, credendo di diventare come lui e di poter competere con lui, non sarebbe forse venuto il momento di incominciare a trasmettere film in cinese con sottotitoli?

La sola soluzione neutrale ed ideale, l’adozione della lingua internazionale esperanto, che mette tutti, italiani, americani e cinesi, su un piede di parità, è quella di cui nessuno vuol parlare per non perdere i finanziamenti della Carnegie Corporation o del Rockefeller Brothers Fund. Ragionateci con la vostra testa: www.esperanto.it .

venerdì 2 marzo 2012

Petizione

Ecco quanto ricevo e vi giro, dall'amico Renato Corsetti :

Cari amici,


Ho appena letto e firmato questa petizione online:

«Proposta sull'insegnamento della lingua internazionale esperanto»

http://www.petizionepubblica.it/?pi=esperant

Io sono d'accordo con questa petizione e spero che anche tu lo sia.

Firma qui la petizione ... e diffondila fra i tuoi contatti.

Grazie.
Renato Corsetti

giovedì 23 febbraio 2012

Solo l' UE fa finta che non esiste


Comunicato Stampa FEI che come ricevo pubblico:

Google Translate 'adotta' l'Esperanto

Google Translate parla Esperanto. L'annuncio è stato pubblicato ieri mercoledì 22 febbraio 2012 sul blog ufficiale del servizio di traduzione automatica dell'azienda americana. Come ha scritto Thorsten Brants, uno dei ricercatori di Google, l'Esperanto è stato costruito in modo che sia facile da imparare per le persone, e questo sembra aiutare anche la traduzione automatica. L'algoritmo utilizzato dal sistema riesce a offrire testi di qualità soddisfacente nonostante i dati inseriti siano di molto inferiori rispetto ad altre lingue, come il tedesco o lo spagnolo.

La Wikipedia nella lingua iniziata da Ludwig Zamenhof ha raggiunto, intanto, il traguardo di 160000 articoli, inserendosi al 27-esimo posto per numero di voci dietro alle versioni araba e danese. Accanto alla Wikipedia, inoltre, si è affiancato Wikitrans. Grazie a GrammarSoft ApS ed all'Università della Danimarca meridionale sono disponibili, infatti, in lingua Esperanto oltre 3 milioni di articoli di alta qualità tradotti attraverso GramTrans, un sistema all'avanguardia che unisce tecnologie per l'analisi linguistica e la traduzione dei testi.

Già 3 anni fa Google ha tributato un altro alla lingua internazionale Esperanto e al suo ideatore nel 150° anniversario dalla nascita di quest'ultimo. Il 15 dicembre 2009, infatti, nel logo del motore di ricerca, al posto della "l" compariva la bandiera con l'inconfondibile stella verde, emblema del movimento esperantista.
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martedì 21 febbraio 2012

FEI: difesa della diversita' linguistica è difesa della democrazia


Comunicato Stampa, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Materna, che come pervenutomi dalla FEI, in tal modo pubblico:

Il 21 febbraio di ogni anno viene celebrata la Giornata della Lingua Materna, istituita nel 1999 dall'Unesco (NdR: e che guarda il caso, è redatta in una abusiva lingua madre di tutte le nazioni: l' Inglese) nella XXIX Sessione della Conferenza generale. La data ha un valore fortemente simbolico e ricorda le proteste scoppiate proprio in quel giorno del 1952 a sostegno della lingua bengalese. Il “Comitato dell'Assemblea Costituente del Pakistan”, infatti, aveva annunciato che l'urdu sarebbe stata la sola lingua di Stato del Pakistan orientale (l'attuale Bangladesh).

Tanti fattori concorrono alla 'morte' di una lingua. La nascita di stereotipi, la perdita di prestigio della stessa nell'uso quotidiano e la ghettizzazione quindi in taluni ambiti (come quello della campagna) ne sono alcuni esempi, come anche la scomparsa della comunità stessa (si pensi alle piccole tribù). Medesimi effetti possono avere la presenza o 'imposizione di un'altra lingua dominante, come è successo negli Stati soggetti a dominazione coloniale.

La Giornata è quindi uno strumento di salvaguardia del Patrimonio inguistico culturale dell’umanità ma anche un forte impulso a sviluppare una più profonda consapevolezza delle diversità culturali nel mondo, messe in pericolo dalla globalizzazione. Un altro aspetto fondamentale da sottolineare è quello politico-economico, perché l'esistenza di una o più lingue dominanti determina anche un ordine gerarchico tra le diverse popolazioni.

La Federazione Esperantista Italiana partecipa alla Giornata e invita quindi i soggetti pubblici e privati a una maggiore coscienza dei problemi della comunicazione. Il diritto di esprimersi nella propria lingua è fondamentale garanzia di libertà e uguaglianza degli uomini. Circa 125 anni fa il polacco Zamenhof partiva proprio da questi presupposti creando l'Esperanto, una 'base neutrale' sul cui far incontrare i popoli.

Questo principio, alla base del movimento esperantista, ha assunto un significato ancora più forte quando si è sviluppato gradualmente l'interesse verso quelle comunità la cui cultura è messa in pericolo dal colonialismo e dalla globalizzazione. Le Nazioni Unite nel 2006 hanno approvato durante la 61esima sessione dell'Assemblea generale una dichiarazione sui popoli indigeni, in cui si sostiene che essi "hanno il diritto di rivitalizzare, usare, far evolvere e trasmettere alle future enerazioni le proprie storie, lingue, tradizioni orali, filosofie, sistemi di scrittura e letterature [...]" (art. 13). Già un anno prima, nel 2005, era nato il progetto "Indiĝenaj dialogoj" (ora: "Indiĝenaj popoloj") per l'insegnamento dell'esperanto ad alcune comunità di Siberia, Africa, India e Sud America con il fine di metterle direttamente in contatto tra loro.

Zamenhof, pubblicando per la prima volta i suoi scritti a Varsavia nel 1887, probabilmente non aveva in mente queste comunità quali prime destinatarie del suo progetto inguistico diventato poi lingua viva. Ciò, tuttavia, non sminuisce il valore della sua intuizione multietnica, ovvero consegnare all'umanità uno strumento di comunicazione 'solidale', come si direbbe oggi, per permettere a tutti di dire la propria.

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lunedì 20 febbraio 2012

Discriminazione linguistica al Politecnico di Milano


Comunicato stampa che ricevo da FEI e come tale pubblico:

Dal 2014 il Politecnico sopprimerà tutte le lauree magistrali in italiano creando ingiustificabili barriere linguistiche nell’accesso al sapere.
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Dall'anno accademico 2014/15, il Politecnico di Milano erogherà in lingua inglese l'intera offerta formativa magistrale. Dopo il Politecnico di Torino, è la volta di quello di Milano. Alcune fra le più prestigiose università italiane stanno gradualmente sopprimendo tutti i programmi di studio magistrali (e alle volte triennali) in italiano per sostituirli con dei programmi in inglese.
Non si tratta di una logica conseguenza dell’“internazionalizzazione” delle università. Vi possono essere diverse forme di internazionalizzazione, e quella adottata dal Politecnico è la peggiore. Crea ingiustificabili barriere linguistiche a tutti i cittadini che vogliono studiare architettura, disegno industriale e ingegneria nella loro lingua materna. Non aiuta a integrare il capitale umano straniero nel tessuto economico nazionale perché non si prevede nessun tipo di supporto all’apprendimento dell’italiano. Non si richiede nessuna conoscenza dell’italiano nemmeno ai docenti, e quindi l’università abdica a una delle sue funzioni essenziali, vale a dire trasmettere il sapere in un modo accessibile a tutti.
È quindi lecito chiedersi se è accettabile da un punto di vista dell'interesse pubblico continuare a finanziare università che non erogano più sapere nella lingua nazionale, creando quindi inedite barriere linguistiche a danno degli studenti locali e una potenziale frattura fra élites e comuni cittadini.

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mercoledì 15 febbraio 2012

Semajno de Internacia Amikeco


Ricevo da Renato Corsetti, traduco liberamente...molto liberamente, per coloro digiuni completamente della lingua (scusate ma l'ignoranza è quella che è... ed il buon Aldo mi assolverà dal peccato!!), e coraggiosamente pubblico. Anche perchè conosco la benevolenza degli amici esperantisti... e confido che sugli errori "interpretativi", ci si faranno sopra delle amene risate:


Karaj Gegrupanoj,
Cari Gruppi,

esperanto estas lingvo de amikeco. Jen nia plej uzata slogano!
l'esperanto è la lingua dell'amicizia. Ecco il nostro slogan più usato!

Sed gxi estas ne nur vortoj: se gxi esprimas veran vivsperton, amikeco estas forta malamiko de soleco kaj senhelpo.
Ma questa non è solamente parole : se questa esprime una vera esperienza di vita, l'amicizia è la forte nemica della solitudine e del sentirsi soli.

Tion bone konas esperantistoj, cxar en siaj manoj ili havas senprezan ilon por largxigi kaj ricxigi tian homkvaliton trans la limojn de sxtatoj, de lingvoj, de kulturoj.
Per cui è buona cosa conoscere gli esperantisti, perchè nelle loro mani hanno sempre un inestimabile strumento per allargare ed arricchire tale qualità umana oltre i confini degli stati, della lingua, della cultura.

Kaj unu el la plej belaj movadaj tradicioj estas la "semajno de internacia amikeco", kiu je la fino de februaro renovigas kaj refresxigas la sencon de nia apartenado en tutmonda amika familio.
E uno dei più belli movimenti tradizionali è la "settimana internazionale dell'amicizia", che per la fine di febbraio rinnova e rinfresca il significato della nostra appartenenza all' amichevole famiglia mondiale.

Ni petas vin, karaj Gegrupanoj de Itala Esperanto-Federacio, celebri tiun rendevuon per konkretaj iniciatoj:
Noi vi chiediamo, cari ruppi della federazione esperantista, di celebrare codesto appuntamento con iniziative concrete:

renkontigxi por gxui la belan etoson de amikeco, kontakti aux rekontakti individue kaj grupe eksterlandajn geamikojn per simpla letero aux per kunplekta manifestacio, alvoki neesperantistojn al via rondo, por ke ili ekflaru la odoron de multkultura amika egaleco, provi infekti per tia mikrobo la eksteran indiferentan socion per gazetkomunikoj aux alispecaj komunikiloj, kiuj substrekas la gravecon por la esperantistoj de tiu tro ofte subtaksata sento kaj rakontas pri unu el la multaj epizodoj, kiujn certe cxiu el ni gardas en la juvelujo de sia memoro.
incontrarsi per fruire il bel clima di amicizia, contattare o ricontattare individui e gruppi di amici di terre straniere con semplici lettere o con l'allestimento di una manifestazione, chiamare non gli esperantisti del vostro circolo, perchè costoro devono sentire il profumo dell'uguaglianza amichevole e multiculturale, assaggiare contaggiare con siffatto microbo della socialità esterna ed indifferente attraverso i mass media ovvero sottolineano la gravità per gli esperantisti di codesto troppo spesso sottovalutato sentimento ed esponendo uno dei tanti episodi a cui taluni di noi conservano nella scrigno della propria memoria.

Kuragxon, do. Suficxas moedesta afisxeto, fasketo da leteroj aux da retmesagxoj, serio da telefonalvokoj,komuna vespermangxo, publika prelego, intergrupa gxemeligxo.
Animo, dunque. E' sufficiente un modesto volantino, un fascetto di lettere o di messaggi in rete, un messaggio telefonico, una comune cena, una pubblica conferenza, un gemellaggio tra gruppi.


Provu efektivigi almenaux unu el tiuj sugestoj aux ecx cxiujn, kaj ektiklu vian fantazion! Vi iom pli bonfartigos nian movadon, la socion kaj vin mem!
Provatene ad effettuarne almeno uno di questi suggerimenti o anche tutti, e stuzzicate la vostra fantasia! Voi proverete piacere con il nostro movimento, e con voi la stessa collettività.


Via prezidanto Aldo Grassini
il vostro presidente Aldo Grassini

martedì 27 dicembre 2011

Richiesta di sostegno per l'attivita' in Sicilia


Lettera accorata del Prof. Aldo Grassini che ricevo e divido con chi vuole unirsi a questo invito.

L’esperanto, la mafia, il Mediterraneo e voi

La farò breve.

Dunque, l’esperanto è l’esperanto. Lo conoscete tutti, non vale la pena di parlarne di più.

La mafia è la mafia, una delle poche parole italiane che insieme a “pizza” ha conquistato il mondo. Nessuno di noi esperantisti la conosce bene, ma è una realtà di cui noi tutti italiani purtroppo ci dobbiamo vergognare. Per fortuna negli ultimi tempi si cerca di contrastarla e a livello pratico si confiscano le cose che appartengono a mafiosi accertati. Una cosa così è successa a Mazara del Vallo, Sicilia del Sud che più sud non si potrebbe. E’ stata confiscata una palazzina di cinque piani ed è stata data al Comune. Il Comune ci ha fatto tante cose, per cominciare un museo della legalità e poi ci ha messo varie associazioni. Tra queste una stanzona è toccata alla Federazione Esperantista Italiana, sì, proprio a noi, in occasione del congresso italiano di esperanto a Mazara l’anno prossimo.

Che cosa ci possiamo fare? Quello che ci pare! Noi abbiamo pensato di farci un Centro di Intercultura ed Esperanto. L’intercultura, il capirsi fra italiani vecchi ed italiani nuovi, è uno dei problemi del momento ed a Mazara più che altrove [i pescatori già da tempo sono tutti tunisini]. L’esperanto, d’altra parte, è il nostro prodotto d’immagine ed è una cosa che, secondo noi, favorisce l’interculturalità. Purtroppo in Sicilia è pochissimo presente. Questo Centro di Mazara dovrebbe contribuire a farlo rifiorire (sciuri, sciuri, sciuri dell’esperanto, dirà la canzone siciliana nel futuro). Poi il Centro potrebbe essere un centro di irradiazione nel Mediterraneo, per convegni, ecc. Teniamo presente che il paese arabo più vicino è suppergiù lontano come Lodi da Milano.

Tutte queste attività per la FEI a Mazara le dovranno fare dei volontari.

Il problema è come finanziare le attività, l’alloggio dei volontari, ecc. Abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo all’Europa, che però solitamente è restia a finanziare le cose serie.

Dobbiamo perciò adattare il vecchio motto “Aiutati che l’Europa ti aiuta!” e dobbiamo cominciare a costituire un conto “CIE a Mazara” presso la FEI, al quale gli esperantisti manderanno il loro contributo per le attività del Centro. Se volete aiutare l’esperanto in Sicilia e nel Mediterraneo e se volte contribuire a valorizzare un bene tolto alla mafia, mandate il vostro contributo alla FEI secondo il solito modo di pagamento alla FEI con l’indicazione “CIE Mazara”.

Per dirla brutalmente: Mettete mano al portafoglio e mandate il vostro contributo ad uno di questi due conti:

- conto corrente postale FEI: 37312204

IBAN: IT9400760101600000037312204

- conto corrente bancario FEI presso Banca Intesa-San Paolo, Ag. 002 Milano

IBAN: IT06A0306909446000003625562

Grazie!

Aldo Grassini

lunedì 19 dicembre 2011

La Presidenza Polacca del Consiglio d'Europa ricorda L. L. Zamenhof

Comunicato stampa FEI che ricevo e pubblico:

Giovedì 15 dicembre 2011 la Presidenza Polacca del Consiglio d'Europa attraverso un comunciato ha reso omaggio al 152° anniversario della nascita dell'ideatore dell'Esperanto. La ricorrenza è stata festeggiata con incontri, concerti ed altre manifestazioni, a partire dai Giorni di Zamenhof a Bialystok, la sua città natale, guidati dall'italiano Brunetto Casini, presidente della Fundacija im. L. Zamenhofa.

In occasione dello Zamenhof-tago ("Giornata di Zamenhof"), come gli esperantisti definiscono questa ricorrenza, non solo in Polonia ma in tutto il mondo vengono organizzati eventi e manifestazioni per ricordare l'iniziatore della lingua pianificata più usata al mondo. In Italia i gruppi esperantisti locali aderenti alla Federazione Esperantista Italiana hanno promosso incontri pubblici, dibattiti e proiezioni a tema.

Il legame tra la figura del Doktoro Esperanto e la Polonia rimane molto forte: Zamenhof, riconosciuto nel 1959 dall'Unesco come “una delle grandi personalità dell'Umanità”, è stato inoltre inserito nella lista dei 100 simboli della Polonia, sua terra natale. Il 26 luglio, anniversario della pubblicazione dell'Unua Libro, il “primo libro” dell'Esperanto, la Presidenza Polacca del Consiglio d'Europa aveva già diffuso un altro comunicato in merito.

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