giovedì 23 febbraio 2012

Solo l' UE fa finta che non esiste


Comunicato Stampa FEI che come ricevo pubblico:

Google Translate 'adotta' l'Esperanto

Google Translate parla Esperanto. L'annuncio è stato pubblicato ieri mercoledì 22 febbraio 2012 sul blog ufficiale del servizio di traduzione automatica dell'azienda americana. Come ha scritto Thorsten Brants, uno dei ricercatori di Google, l'Esperanto è stato costruito in modo che sia facile da imparare per le persone, e questo sembra aiutare anche la traduzione automatica. L'algoritmo utilizzato dal sistema riesce a offrire testi di qualità soddisfacente nonostante i dati inseriti siano di molto inferiori rispetto ad altre lingue, come il tedesco o lo spagnolo.

La Wikipedia nella lingua iniziata da Ludwig Zamenhof ha raggiunto, intanto, il traguardo di 160000 articoli, inserendosi al 27-esimo posto per numero di voci dietro alle versioni araba e danese. Accanto alla Wikipedia, inoltre, si è affiancato Wikitrans. Grazie a GrammarSoft ApS ed all'Università della Danimarca meridionale sono disponibili, infatti, in lingua Esperanto oltre 3 milioni di articoli di alta qualità tradotti attraverso GramTrans, un sistema all'avanguardia che unisce tecnologie per l'analisi linguistica e la traduzione dei testi.

Già 3 anni fa Google ha tributato un altro alla lingua internazionale Esperanto e al suo ideatore nel 150° anniversario dalla nascita di quest'ultimo. Il 15 dicembre 2009, infatti, nel logo del motore di ricerca, al posto della "l" compariva la bandiera con l'inconfondibile stella verde, emblema del movimento esperantista.
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martedì 21 febbraio 2012

FEI: difesa della diversita' linguistica è difesa della democrazia


Comunicato Stampa, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Materna, che come pervenutomi dalla FEI, in tal modo pubblico:

Il 21 febbraio di ogni anno viene celebrata la Giornata della Lingua Materna, istituita nel 1999 dall'Unesco (NdR: e che guarda il caso, è redatta in una abusiva lingua madre di tutte le nazioni: l' Inglese) nella XXIX Sessione della Conferenza generale. La data ha un valore fortemente simbolico e ricorda le proteste scoppiate proprio in quel giorno del 1952 a sostegno della lingua bengalese. Il “Comitato dell'Assemblea Costituente del Pakistan”, infatti, aveva annunciato che l'urdu sarebbe stata la sola lingua di Stato del Pakistan orientale (l'attuale Bangladesh).

Tanti fattori concorrono alla 'morte' di una lingua. La nascita di stereotipi, la perdita di prestigio della stessa nell'uso quotidiano e la ghettizzazione quindi in taluni ambiti (come quello della campagna) ne sono alcuni esempi, come anche la scomparsa della comunità stessa (si pensi alle piccole tribù). Medesimi effetti possono avere la presenza o 'imposizione di un'altra lingua dominante, come è successo negli Stati soggetti a dominazione coloniale.

La Giornata è quindi uno strumento di salvaguardia del Patrimonio inguistico culturale dell’umanità ma anche un forte impulso a sviluppare una più profonda consapevolezza delle diversità culturali nel mondo, messe in pericolo dalla globalizzazione. Un altro aspetto fondamentale da sottolineare è quello politico-economico, perché l'esistenza di una o più lingue dominanti determina anche un ordine gerarchico tra le diverse popolazioni.

La Federazione Esperantista Italiana partecipa alla Giornata e invita quindi i soggetti pubblici e privati a una maggiore coscienza dei problemi della comunicazione. Il diritto di esprimersi nella propria lingua è fondamentale garanzia di libertà e uguaglianza degli uomini. Circa 125 anni fa il polacco Zamenhof partiva proprio da questi presupposti creando l'Esperanto, una 'base neutrale' sul cui far incontrare i popoli.

Questo principio, alla base del movimento esperantista, ha assunto un significato ancora più forte quando si è sviluppato gradualmente l'interesse verso quelle comunità la cui cultura è messa in pericolo dal colonialismo e dalla globalizzazione. Le Nazioni Unite nel 2006 hanno approvato durante la 61esima sessione dell'Assemblea generale una dichiarazione sui popoli indigeni, in cui si sostiene che essi "hanno il diritto di rivitalizzare, usare, far evolvere e trasmettere alle future enerazioni le proprie storie, lingue, tradizioni orali, filosofie, sistemi di scrittura e letterature [...]" (art. 13). Già un anno prima, nel 2005, era nato il progetto "Indiĝenaj dialogoj" (ora: "Indiĝenaj popoloj") per l'insegnamento dell'esperanto ad alcune comunità di Siberia, Africa, India e Sud America con il fine di metterle direttamente in contatto tra loro.

Zamenhof, pubblicando per la prima volta i suoi scritti a Varsavia nel 1887, probabilmente non aveva in mente queste comunità quali prime destinatarie del suo progetto inguistico diventato poi lingua viva. Ciò, tuttavia, non sminuisce il valore della sua intuizione multietnica, ovvero consegnare all'umanità uno strumento di comunicazione 'solidale', come si direbbe oggi, per permettere a tutti di dire la propria.

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lunedì 20 febbraio 2012

Discriminazione linguistica al Politecnico di Milano


Comunicato stampa che ricevo da FEI e come tale pubblico:

Dal 2014 il Politecnico sopprimerà tutte le lauree magistrali in italiano creando ingiustificabili barriere linguistiche nell’accesso al sapere.
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Dall'anno accademico 2014/15, il Politecnico di Milano erogherà in lingua inglese l'intera offerta formativa magistrale. Dopo il Politecnico di Torino, è la volta di quello di Milano. Alcune fra le più prestigiose università italiane stanno gradualmente sopprimendo tutti i programmi di studio magistrali (e alle volte triennali) in italiano per sostituirli con dei programmi in inglese.
Non si tratta di una logica conseguenza dell’“internazionalizzazione” delle università. Vi possono essere diverse forme di internazionalizzazione, e quella adottata dal Politecnico è la peggiore. Crea ingiustificabili barriere linguistiche a tutti i cittadini che vogliono studiare architettura, disegno industriale e ingegneria nella loro lingua materna. Non aiuta a integrare il capitale umano straniero nel tessuto economico nazionale perché non si prevede nessun tipo di supporto all’apprendimento dell’italiano. Non si richiede nessuna conoscenza dell’italiano nemmeno ai docenti, e quindi l’università abdica a una delle sue funzioni essenziali, vale a dire trasmettere il sapere in un modo accessibile a tutti.
È quindi lecito chiedersi se è accettabile da un punto di vista dell'interesse pubblico continuare a finanziare università che non erogano più sapere nella lingua nazionale, creando quindi inedite barriere linguistiche a danno degli studenti locali e una potenziale frattura fra élites e comuni cittadini.

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mercoledì 15 febbraio 2012

Semajno de Internacia Amikeco


Ricevo da Renato Corsetti, traduco liberamente...molto liberamente, per coloro digiuni completamente della lingua (scusate ma l'ignoranza è quella che è... ed il buon Aldo mi assolverà dal peccato!!), e coraggiosamente pubblico. Anche perchè conosco la benevolenza degli amici esperantisti... e confido che sugli errori "interpretativi", ci si faranno sopra delle amene risate:


Karaj Gegrupanoj,
Cari Gruppi,

esperanto estas lingvo de amikeco. Jen nia plej uzata slogano!
l'esperanto è la lingua dell'amicizia. Ecco il nostro slogan più usato!

Sed gxi estas ne nur vortoj: se gxi esprimas veran vivsperton, amikeco estas forta malamiko de soleco kaj senhelpo.
Ma questa non è solamente parole : se questa esprime una vera esperienza di vita, l'amicizia è la forte nemica della solitudine e del sentirsi soli.

Tion bone konas esperantistoj, cxar en siaj manoj ili havas senprezan ilon por largxigi kaj ricxigi tian homkvaliton trans la limojn de sxtatoj, de lingvoj, de kulturoj.
Per cui è buona cosa conoscere gli esperantisti, perchè nelle loro mani hanno sempre un inestimabile strumento per allargare ed arricchire tale qualità umana oltre i confini degli stati, della lingua, della cultura.

Kaj unu el la plej belaj movadaj tradicioj estas la "semajno de internacia amikeco", kiu je la fino de februaro renovigas kaj refresxigas la sencon de nia apartenado en tutmonda amika familio.
E uno dei più belli movimenti tradizionali è la "settimana internazionale dell'amicizia", che per la fine di febbraio rinnova e rinfresca il significato della nostra appartenenza all' amichevole famiglia mondiale.

Ni petas vin, karaj Gegrupanoj de Itala Esperanto-Federacio, celebri tiun rendevuon per konkretaj iniciatoj:
Noi vi chiediamo, cari ruppi della federazione esperantista, di celebrare codesto appuntamento con iniziative concrete:

renkontigxi por gxui la belan etoson de amikeco, kontakti aux rekontakti individue kaj grupe eksterlandajn geamikojn per simpla letero aux per kunplekta manifestacio, alvoki neesperantistojn al via rondo, por ke ili ekflaru la odoron de multkultura amika egaleco, provi infekti per tia mikrobo la eksteran indiferentan socion per gazetkomunikoj aux alispecaj komunikiloj, kiuj substrekas la gravecon por la esperantistoj de tiu tro ofte subtaksata sento kaj rakontas pri unu el la multaj epizodoj, kiujn certe cxiu el ni gardas en la juvelujo de sia memoro.
incontrarsi per fruire il bel clima di amicizia, contattare o ricontattare individui e gruppi di amici di terre straniere con semplici lettere o con l'allestimento di una manifestazione, chiamare non gli esperantisti del vostro circolo, perchè costoro devono sentire il profumo dell'uguaglianza amichevole e multiculturale, assaggiare contaggiare con siffatto microbo della socialità esterna ed indifferente attraverso i mass media ovvero sottolineano la gravità per gli esperantisti di codesto troppo spesso sottovalutato sentimento ed esponendo uno dei tanti episodi a cui taluni di noi conservano nella scrigno della propria memoria.

Kuragxon, do. Suficxas moedesta afisxeto, fasketo da leteroj aux da retmesagxoj, serio da telefonalvokoj,komuna vespermangxo, publika prelego, intergrupa gxemeligxo.
Animo, dunque. E' sufficiente un modesto volantino, un fascetto di lettere o di messaggi in rete, un messaggio telefonico, una comune cena, una pubblica conferenza, un gemellaggio tra gruppi.


Provu efektivigi almenaux unu el tiuj sugestoj aux ecx cxiujn, kaj ektiklu vian fantazion! Vi iom pli bonfartigos nian movadon, la socion kaj vin mem!
Provatene ad effettuarne almeno uno di questi suggerimenti o anche tutti, e stuzzicate la vostra fantasia! Voi proverete piacere con il nostro movimento, e con voi la stessa collettività.


Via prezidanto Aldo Grassini
il vostro presidente Aldo Grassini

martedì 27 dicembre 2011

Richiesta di sostegno per l'attivita' in Sicilia


Lettera accorata del Prof. Aldo Grassini che ricevo e divido con chi vuole unirsi a questo invito.

L’esperanto, la mafia, il Mediterraneo e voi

La farò breve.

Dunque, l’esperanto è l’esperanto. Lo conoscete tutti, non vale la pena di parlarne di più.

La mafia è la mafia, una delle poche parole italiane che insieme a “pizza” ha conquistato il mondo. Nessuno di noi esperantisti la conosce bene, ma è una realtà di cui noi tutti italiani purtroppo ci dobbiamo vergognare. Per fortuna negli ultimi tempi si cerca di contrastarla e a livello pratico si confiscano le cose che appartengono a mafiosi accertati. Una cosa così è successa a Mazara del Vallo, Sicilia del Sud che più sud non si potrebbe. E’ stata confiscata una palazzina di cinque piani ed è stata data al Comune. Il Comune ci ha fatto tante cose, per cominciare un museo della legalità e poi ci ha messo varie associazioni. Tra queste una stanzona è toccata alla Federazione Esperantista Italiana, sì, proprio a noi, in occasione del congresso italiano di esperanto a Mazara l’anno prossimo.

Che cosa ci possiamo fare? Quello che ci pare! Noi abbiamo pensato di farci un Centro di Intercultura ed Esperanto. L’intercultura, il capirsi fra italiani vecchi ed italiani nuovi, è uno dei problemi del momento ed a Mazara più che altrove [i pescatori già da tempo sono tutti tunisini]. L’esperanto, d’altra parte, è il nostro prodotto d’immagine ed è una cosa che, secondo noi, favorisce l’interculturalità. Purtroppo in Sicilia è pochissimo presente. Questo Centro di Mazara dovrebbe contribuire a farlo rifiorire (sciuri, sciuri, sciuri dell’esperanto, dirà la canzone siciliana nel futuro). Poi il Centro potrebbe essere un centro di irradiazione nel Mediterraneo, per convegni, ecc. Teniamo presente che il paese arabo più vicino è suppergiù lontano come Lodi da Milano.

Tutte queste attività per la FEI a Mazara le dovranno fare dei volontari.

Il problema è come finanziare le attività, l’alloggio dei volontari, ecc. Abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo all’Europa, che però solitamente è restia a finanziare le cose serie.

Dobbiamo perciò adattare il vecchio motto “Aiutati che l’Europa ti aiuta!” e dobbiamo cominciare a costituire un conto “CIE a Mazara” presso la FEI, al quale gli esperantisti manderanno il loro contributo per le attività del Centro. Se volete aiutare l’esperanto in Sicilia e nel Mediterraneo e se volte contribuire a valorizzare un bene tolto alla mafia, mandate il vostro contributo alla FEI secondo il solito modo di pagamento alla FEI con l’indicazione “CIE Mazara”.

Per dirla brutalmente: Mettete mano al portafoglio e mandate il vostro contributo ad uno di questi due conti:

- conto corrente postale FEI: 37312204

IBAN: IT9400760101600000037312204

- conto corrente bancario FEI presso Banca Intesa-San Paolo, Ag. 002 Milano

IBAN: IT06A0306909446000003625562

Grazie!

Aldo Grassini

lunedì 19 dicembre 2011

La Presidenza Polacca del Consiglio d'Europa ricorda L. L. Zamenhof

Comunicato stampa FEI che ricevo e pubblico:

Giovedì 15 dicembre 2011 la Presidenza Polacca del Consiglio d'Europa attraverso un comunciato ha reso omaggio al 152° anniversario della nascita dell'ideatore dell'Esperanto. La ricorrenza è stata festeggiata con incontri, concerti ed altre manifestazioni, a partire dai Giorni di Zamenhof a Bialystok, la sua città natale, guidati dall'italiano Brunetto Casini, presidente della Fundacija im. L. Zamenhofa.

In occasione dello Zamenhof-tago ("Giornata di Zamenhof"), come gli esperantisti definiscono questa ricorrenza, non solo in Polonia ma in tutto il mondo vengono organizzati eventi e manifestazioni per ricordare l'iniziatore della lingua pianificata più usata al mondo. In Italia i gruppi esperantisti locali aderenti alla Federazione Esperantista Italiana hanno promosso incontri pubblici, dibattiti e proiezioni a tema.

Il legame tra la figura del Doktoro Esperanto e la Polonia rimane molto forte: Zamenhof, riconosciuto nel 1959 dall'Unesco come “una delle grandi personalità dell'Umanità”, è stato inoltre inserito nella lista dei 100 simboli della Polonia, sua terra natale. Il 26 luglio, anniversario della pubblicazione dell'Unua Libro, il “primo libro” dell'Esperanto, la Presidenza Polacca del Consiglio d'Europa aveva già diffuso un altro comunicato in merito.

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giovedì 15 dicembre 2011

Regalo di Natale - Mostra a Mazara ed in Sicilia


Comunicato stampa che come tale, ricevo e pubblico

La FEI ha ricevuto formalmente dal Comune di Mazara del Vallo la disponibilità stabile di un ufficio, consistente in una stanza ad uso esclusivo ed in numerose aree comuni con altri uffici e associazioni (sala esposizione grande, sala esposizione media, 2 sale riunioni, sala conferenze, un bellissimo terrazzo-tetto da cui si vede Tunisi ecc.) nel palazzo, a suo tempo requisito ai proprietari per motivi di affiliazione mafiosa, adesso denominato "Museo della Legalità", sito in via Giotto 23 a Mazara del Vallo. L'ufficio verrà denominato CIE - Centro di Intercultura ed Esperanto, ed in esso lavoreranno, da gennaio, il nostro Sandro De Riu e, successivamente, l'altrettanto nostro Gian Piero Savio.

Nel Museo della Legalità verrà ospitata dal 9 gennaio 2012 la mostra di pannelli sull'Esperanto approntata da Amadei. L'assessorato alla Pubblica Istruzione sta facendo sì che la mostra venga visitata dalle scolaresche della città, in previsione dell'apertura, a fine gennaio, di alcuni corsi della lingua nelle varie scuole cittadine e nello stesso CIE - Centro di Intercultura ed Esperanto.
La mostra è stata anche richiesta, in immediata successione, dagli esperantisti di Agrigento e di Sambuca di Sicilia, sempre per pubblicizzare corsi di esperanto.

In attesa del Congresso di agosto a Mazara del Vallo, la FEI sta sostenendo, con l'apertura del CIE, un considerevole sforzo sia organizzativo che finanziario, e chiede per entrambi gli aspetti la piena collaborazione di tutti i suoi soci e di tutti i simpatizzanti della lingua internazionale esperanto.

Brunetto Casini

Vizito al Nacia Esperanto Biblioteko - Visita alla Biblioteca Nazionale Esperanto


Ricevo, e traduco (come le mie limitate conoscenze mi permettono) questo comunicato stampa.

da:

Karaj samideanoj,

la vizito al Nacia Esperanto Biblioteko de Massa estis tre, tre interesa, cxar ni povis konstati la rimarkindan libran havajxon, vidi kaj foliumi rarajn tradukadojn, kaj ankaux jam nun maloftajn librojn. Dankon precipe al Simonini pro lia sendevigo kaj zorgado. Krome, estis tre agrabla viziti Montignoso(n) kaj koni artajn kaj kulinarajn tradiciojn de tiu teritorio.

Saluton al cxiuj

Carla Cenni e Paolo Benelli

Cari amici,
la visita alla Biblioteca Nazionale d'Esperanto di Massa è stato interessantissimo, poichè abbiamo potuto constatare la notevole proprietà librarie, vedere e sfogliare rare traduzioni, ormai non più frequenti a trovarsi nei libri. Grazie in particolar modo a Simonini per la sua dispensa e zelo. Inoltre è stato molto gradito visitare Montignoso e conoscere le capacità artistiche e le tradizioni culinarie di codesto territorio.
Un saluto a tutti
Carla Cenni e Paolo Benelli

venerdì 9 dicembre 2011

10 dicembre - Giornata Internazionale dei Diritti Umani

Comunicato Stampa FEI che ricevo e pubblico


Il movimento esperantista mondiale si unisce alle celebrazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. In più di 60 anni il concetto dei diritti dell'uomo si fa strada ovunque nel mondo in mezzo a difficoltà di ogni tipo. C'è chi nega all'uomo persino i suoi diritti all'esistenza ed alla salute nei paesi poveri e c'è chi nega i diritti sociali al lavoro ed alla dignità anche nei paesi ricchi. Perciò la battaglia per i diritti umani è una battaglia universale, che non può e non deve cessare.

L'Associazione Universale Esperanto, come anche la Federazione Esperantista Italiana, promuove e sostiene in particolare i diritti linguistici dell'uomo. Ciascun individuo deve poter usare la propria lingua madre nella maniera quanto più vasta possibile, nella scuola, nei mezzi di comunicazione di massa, nei rapporti con gli uffici pubblici. Non ci sono lingue grandi e lingue piccole, come non ci sono culture grandi e culture piccole. Anche dal punto di vista linguistico-culturale gli uomini nascono uguali.

L'esperanto, infatti, nasce come una seconda lingua per tutti da utilizzare nelle comunicazioni tra persone di diverse comunità linguistiche. L'uso di una lingua internazionale neutrale non etnica garantirebbe la parità dei diritti linguistici, non stabilendo alcun rapporto di gerarchia. Per questo l'Associazione Universale Esperanto e la Federazione Esperantista Italiana sostengono la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che tra gli altri diritti sancisce all'art. 2 il diritto a non essere discriminato in base alla lingua.


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sabato 26 novembre 2011

Premio Zamenhof - Le voci della pace- 10° edizione


venerdì 2 dicembre 2011, ore 21

Ancona, Teatro Sperimentale "Lirio Arena"

ingresso libero

Premio Zamenhof - Le voci della pace- 10° edizione


la scultura di Walter Valentini "Il pane del sole-la suna pano"

Premio Stoppoloni "Le Integrazioni Impossibili"

La Costituzione Italiana e La Divina Commedia nella lingua degli immigrati

L’edizione del decennale riconferma lo spirito e le intenzioni del Premio Zamenhof - Le voci della pace, con una serata al Teatro Sperimentale "Lirio Arena" di Ancona densa di avvenimenti e di ospiti di grande rilievo che, con il loro agire, si inseriscono pienamente nella vocazione alla pace, nell’aiuto a paesi in via di sviluppo e nella cooperazione fra i popoli.

Venerdì 2 dicembre, alle ore 21, la Federazione Esperantista Italiana (F.E.I.) proclama i vincitori del Premio intitolato al nome ed alla figura di Ludovico Lazzaro Zamenhof (1859/1917), ideatore dell’Esperanto, la lingua universale che tutti possono apprendere in tempi brevissimi.

"Il pane del sole- La suna pano" è la scultura dell’artista Walter Valentini, che sarà consegnata a :

Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri di CINEMOVEL,

Violetta De Filippo e

Simona Marchini.

Si tratta di un piccolo pane dorato, scolpito in una particolare fusione in bronzo lucidato, da stringere in una mano a significare l’universalità del messaggio che l’artista marchigiano ha inteso trasmettere.

Antognoni e Ferrieri della Fondazione CINEMOVEL portano la magia del cinema nei villaggi rurali e nelle periferie urbane africane, incontrano migliaia di persone, nelle piazze, nelle scuole, nei mercati, negli ospedali per parlare di diritti delle donne, prevenzione dell’hiv e lavoro.

Violetta De Filippo, è un’insegnante non vedente, esperantista che, dopo il pensionamento, ogni anno va ad insegnare gratuitamente per alcuni mesi nella città di Gondar (Etiopia) nel locale Istituto per ciechi.

Simona Marchini, amata attrice di cinema, teatro e televisione, mette da anni tutta la sua energia artistica e spende la sua immagine per la causa dell’Unicef.

Al gruppo musicale-orchestrale PEZZI DI RICAMBIO va il Premio "Umberto Stoppoloni"

le integrazioni impossibili –

Edizione 2011, un contributo economico che sarà consegnato da Silvio Stoppoloni; una atradizone che si rinnova e che il pubblico di Ancona ha imparato ad amare poiché esalta esperienze di forte impegno umano e sociale.

PEZZI DI RICAMBIO va oltre la musico-terapia creando uno spazio di integrazione che aiuta a concretizzare autorappresentazione e autostima in persone con problematiche e difficoltà diverse.

Un vero e proprio spettacolo musicale, leggero ed accessibile a tutti, vedrà sul palco Giuliano Turone, recitare in diverse lingue i primi versi della Divina Commedia e alcuni articoli della Costituzione, inserendo storie di vita reale e alcuni flash sulla nascente produzione letteraria in italiano che già si deve a taluni nostri immigrati. Il tutto con la passione e l'amore di chi alla Costituzione ha dedicato tutta la sua vita. Musiche al pianoforte di Marco Lodedo. Turone è un ex magistrato, già giudice istruttore impegnato in importanti inchieste di criminalità mafiosa ed economica - tra tutte, nel 1981, quella sull’omicidio Ambrosoli, nel corso della quale furono scoperti gli elenchi della Loggia massonica P2 –, poi Pubblico ministero e infine Giudice di Cassazione).

Il Premio Zamenhof, organizzato dalla Federazione Esperantista Italiana (F.E.I.), ideato e coordinato da Aldo Grassini, in collaborazione con "Economia&Cultura-Gabriella Papini" e con Università della Pace, è promosso dalla Provincia di Ancona con il patrocinio della Regione Marche, del Comune di Ancona e del Museo Omero. Il Comitato d’Onore del Premio, che designa i vincitori, è composto da: il M.o Bruno Bartoletti, Direttore Artistico Emerito del Teatro dell’Opera di Chicago, il Prof. Tullio De Mauro dell’Università "La Sapienza" di Roma, Mons. Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra, il Dr. Saverio Tutino, giornalista, il Prof. Antonino Zichichi della Fondazione "Ettore Maiorana".

Andrea Carloni con la sua professionalità e tutta la sua affettuosa attenzione presenterà l’intera serata.