domenica 3 aprile 2016

Dal 23 al 25 aprile l'Esperanto incontra Pietrasanta!

COMUNICATO STAMPA che come solitamente ricevo, allo stesso modo pubblico.

Carissimo amico
L'Istituto Italiano di Esperanto torna quest'anno ad organizzare il Seminario Linguistico.
Con l'aiuto della nostra cattedra di Lucca abbiamo individuato un albergo bello ma economico a cinquanta metri dalla spiaggia. Anzi, ha una sua spiaggia privata a nostra piena disposizione!
Si chiama 'La Versiliana' e si trova in Viale Carducci 1, angolo con viale Apua.
Dal 23 al 25 aprile dormiamo, mangiamo e lavoriamo lì, salvo le serate che faremo in pieno centro di Tonfano, a mille metri di distanza (al pontile di Pietrasanta, per capirsi, se guardate la cartina on-line).
Il lavoro consisterà in una serie di presentazioni di come si può insegnare l'esperanto, e di dibattiti sul tema.
Inltre, il Sindaco di Pietrasanta verrà a darci il benvenuto nella sua città, all'apertura del convegno.
E inoltre, il presidente dell'Istituto Fabrizio A. Pennacchietti ci proporrà una sua lezione sui verbi commerciali in esperanto.
Nelle serate visiteremo la mostra di quadri di noti artista versiliesi, allestita specialmente per il Seminario, assisteremo ad un filmato sulla Versilia realizzato e prodotto dalla dirigente della nostra cattedra di Lucca, Annalisa Bisogni, e ci godremo il concerto di Jomo, nella piazza principale del centro balneare (sempre lì accanto, bastano i piedi e cinque minuti dall'albergo).
Il sito del seminario, per la fretta, ha un nome forse un po' strano, ma funziona: http://62.149.237.252/iie/
Trovatelo e mettetevelo fra i preferiti: è completamente bilingue.
Se vi iscrivete e mandate la caparra entro il 10 aprile, godrete di uno sconto di 15 € sui costi, quindi con soli 160 € avrete il Seminario, la camera per dormire e i pasti per mangiare.
Se avete domande, fatele pure a laura.brazzabeni@alice.it
Vi aspettiamo.
RESUMO EN ESPERANTO.
Eble la mesaĝo atingos ankaŭ kelkajn ne italajn samideanojn. Se vi volas veni, kompreneble, ni estos feliĉaj vin akcepti kaj honori.
Temas pri Lingva Seminario de Itala Instituto de Esperanto en Marina di Pietrasanta, sur la maro inter Pisa kaj Massa, de la 23a ĝia la 25a de aprilo (Hotelo La Versiliana, Viale Carducci 1).
Pli da informoj kaj la aliĝilon vi trovas ĉe la retpaĝo http://62.149.237.252/iie/ kaj se vi bezonas komuniki kun ni, skribu al laura.brazzabeni@alice.it
Ni vin atendas!!!!";
 
Renato Corsetti
117 Dukes Avenue, London N10 2QD, UK/Britujo
tel. +393286315655, +447943137891 renato.corsetti@gmail.com

martedì 22 marzo 2016

Il Ghana si decolonizza dall’inglese...

Il mio caro amico Gianluigi, torna a segnalarmi un altro interessante articolo di Giorgio Pagano, che qui riporto e che mi induce a pensare quanto quel "Terzo Mondo", così clasificato con distacco da molti, invece a volte su alcuni problemi, lo troviamo anni luce più avanti di noi "bempensanti" uomini "civilizzati". Questa è sicuramente una di quelle occasioni (FG)

Dopo Gambia e Tanzania anche il Ghana si decolonizza dall'inglese, e la necessità di una lingua comune della specie umana diviene impellente.


Che, man mano che crescesse la consapevolezza democratica nei Paesi ex colonie, si giungesse all’abbandono della lingua dei colonizzatori in favore delle lingue locali era inevitabile.
All'inizio dello scorso anno furono Gambia e Tanzania ad annunciare i loro piani per eliminare le lingue straniere dei colonizzatori europei come lingue d’insegnamento nei loro sistemi scolastici, ed ora arriva il momento del Ghana, anch’essa ex colonia del Regno Unito, che ha annunciato il suo nuovo piano per eliminare l'inglese come lingua principale d’insegnamento nelle scuole.
La professoressa Jane Naana Opoku Agyemang, Ministro dell'istruzione del Paese, sostiene che il problema che il Ghana ha nel mondo del lavoro è in gran parte causato dall'avere nell’insegnamento una lingua diversa da quella normalmente parlata sul territorio ed ha espresso fiducia che la sostituzione dell'inglese, come lingua principale d’insegnamento, potrà cambiare in meglio il paese.
Appena il Ministro ha annunciato il provvedimento, applausi sono venuti da parte del pubblico: anche se il cambiamento di politica linguistica è stato discusso per molto tempo, infatti, finora non era mai stato perseguito in modo così aggressivo, portando molti ghanesi a divenire ottimisti sul fatto che le catene dei loro colonizzatori si stiano lentamente, ma inesorabilmente, spezzando.
Questi fatti testimoniano come la necessità di adottare una lingua delle Nazioni Unite, espressione non di aristocratiche e anacronistiche egemonie bensì di popolare giustizia e democrazia globale, sia ormai impellente e che la storica campagna del Partito Radicale “Per una lingua comune della specie umana” alle Nazioni Unite potrebbe trovare convinti sostenitori proprio tra i Paesi ex colonie, protagonisti di un neoumanesimo mondiale.
I siti della campagna Radicale per la lingua comune della specie umana:
* E' un omaggio al nostro Presidente Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre 2013, che aveva come frequente intercalare quel "va bene" per il quale veniva sempre preso affettuosamente in giro.
Giorgio Pagano

giovedì 3 marzo 2016

Umberto Eco: in lode di un samideano.

Debbo confessare, non certo per il gusto di andare contro corrente, che la figura di Umberto Eco mi è risultata sempre indigesta. Non certo per quello che diceva, scriveva o come lo scriveva, del resto non la mia cultura non me lo permetteva, bensì perchè l'ho reputato una persona che il suo sapere te lo "sbatteva" in faccia, dietro quel suo perbenismo controllato da intellettuale acclamato e riverito a cui non ti era permesso andare "contropelo". Ohi, sicuramente mi sarò sbagliato, ma questo era ed è rimasto fino a ieri il mio discutibilissimo modo di vederlo. Fintanto che ieri un mio amico di quella vecchia ed indomabile tradizione radicale di cui si stanno perdendo le radici, non mi ha fatto pervenire questo link ( http://www.radicali.it/galassia/umberto-eco-lode-un-samideano ) che mi ha portato a riflettere sull' Eco che conoscevo solo come intellettuale e uomo pubblico, attraverso scritti e filmati. Invece ho scoperto che forse era un po' come quelle "crocette anconetane" (dette anche garagoi), brutte fuori -spigolose, rugose- ma "bone" - buone dentro, che poi raffigurano il carattere di noi marchigiani. 
Da bravo italiano quale sono,  caduto in errore, non chiedo scusa, ma giro la frittata. Da ignorante che ritenevo Umberto Eco uno che se la tirava, scoperto il suo lato di bravo, intelligente, esperantista, faccio macchina indietro, chiedo umilmente venia ed affermo che mi sembrava impossibile che uno con una "capa" come la sua non fosse un esperantista convinto. Logicamente ci sto scherzando su, ma vero è che non sapevo della sua "esperantinità". Da non perdere, quindi, per chi non avesse conosciuto questo lato dello scrittore, studioso e non solo, una nota di Giorgio Pagano, segretario dell'Associazione Radicale "Esperanto" che ci aiuta a comprendere questa  sfaccettatura ai più sconosciuta. (Franco Giannini)

Umberto Eco: in lode di un samideano.

Umberto Eco è stato, è, certamente uno dei rarissimi studiosi che, prima d'esprimere un giudizio su qualcosa, lo sviscera, lo studia e, soprattutto, lo approfondisce. Ciò è accaduto anche per l'Esperanto allorché ha affrontato il tema della "lingua perfetta" (giacché prima si era espresso in senso contrario).
L'ho conosciuto più attraverso la sua vecchia segretaria, la Signora Simonetta, che frequentandolo di persona ma, credo, di aver utilizzato dei buoni argomenti nell'interlocuzione con Eco se, proprio a lui, dobbiamo alcuni paragrafi che centrano molto bene le problematiche dei Radicali sulla lingua comune della specie umana nel suo libro "La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea".
In una presentazione di quel libro, registrata da Radio radicale, Eco disse «Mi sono studiato la grammatica dell’Esperanto e la sua storia; sono stato affascinato dal personaggio di Zamenhof. Mi sono accorto che l’esperanto è un capolavoro, costruito benissimo. Mentre tutte le lingue artificiali tendono all’economia l’Esperanto tende a sacrificare l’economia per l’ottimizzazione (caso tipico è l’accusativo).
E’ principio di economia eliminare le declinazioni perché ci sono le preposizioni, ma siccome in tutte le lingue dove c’è l’accusativo non è introdotto da nessuna preposizione ecco che si creano delle  ambiguità specie poi se latinamente lo si usa per moto a luogo. Si dimostra invece che introducendo un elemento antieconomico Zamenhof ottimizza il funzionamento.E’ una lingua che in fondo funziona bene perché è fatta sul modello di quelle naturali e  non sul modello di quelle filosofiche che  vogliono dividere il mondo in tanti pezzi.A tutto ciò si oppone il vecchio argomento che nessuno è mai stato capace di imporre una lingua; l’altro argomento che già era stato discusso tra Encyclophedie e Ideologue, è l’argomento dell’egoismo dei governi: quale  governo accetterà mai di lasciar circolare una lingua internazionale quando ciascun governo avrà interesse a far circolare la sua lingua.Oggi ci troviamo davanti a due fatti nuovi:Il primo fatto è la presenza dei  mezzi di massa che costituiscono una sorta di Crusca quotidiana e garantiscono la conservazione di uno standard malgrado le differenze. Pensiamo al fatto che siamo riusciti a insegnare l’italiano agli Albanesi e ai Tunisini attraverso Pippo Baudo quindi non  sarebbe impossibile insegnare l’esperanto a tutto il mondo.L’altro fatto è che potrebbe rovesciarsi il meccanismo perverso dell’egoismo dei governi. Mentre facevo un corso a Parigi (erano i giorni di Maastricht) sono  stato  invitato a numerosi convegni sulla francofonia; erano impazziti sul problema della lingua. Sembrava che come al solito, l’ossessione dei Francesi fosse il dovere di prendere atto che l’inglese è diventata lingua  veicolare; sotto mi sono accorto che, sebbene  i Francesi neghino, c’è un altra paura più forte che è la paura del tedesco.Con la caduta del muro di Berlino e l’apertura dell’est hanno paura e a questo  punto sarebbero disposti a sostenere l’esperanto all’ONU, all’UNESCO, purché  non passi il tedesco. In un’Europa così frammentata uno Slovacco purché non passi  la lingua  maledetta del suo fratello bosniaco  o sloveno è disposto ad impegnarsi sull’esperanto.Effettivamente devo ammettere che per prima volta nella storia dell’umanità la situazione potrebbe essere cambiata; potrebbero crearsi forze di diffusione,  alfabetizzazione e imposizione di una lingua  veicolare. L’unica condizione per cui questa lingua possa continuare ad essere “calmierata” è che  sia, come del resto era l’idea di Zamenhof, una lingua veicolare usata per tante attività internazionali o usata per tradurre tante opere letterarie ma che non pretende né di essere la lingua perfetta né di volersi sovrapporre alle lingue esistenti».
Quelle parole divennero subito la presentazione de "L'Esperanto in un foglio" edito dall'ERA in un solo foglio A3, con Grammatica del grande storico della lingua italiana, Bruno Migliorini e annesso vocabolarietto.
Oggi lo mettiamo gratuitamente a disposizione in allegato a questa nota.

domenica 21 febbraio 2016

Giornata internazionale della lingua materna

Comunicato Federazione Esperantista Italiana           che come ricevo pubblico :

Il 21 febbraio 1952 la polizia uccise nell'Università di Dakka, capitale dell’attuale Bangladesh, molti studenti che manifestavano. Quegli studenti manifestavano per il riconoscimento della loro lingua materna, il bengalese, che si voleva eliminare dall'università a favore della lingua "più grande", parlata dal più forte del momento.Si tratta di qualcosa che si ripete, nelle diverse forme, da molto tempo in tutto il mondo e sempre non solo in Bangladesh ma anche in diversi paesi europei, come, per esempio, in Olanda, dove il governo en 2015 ha approvato dei piani per il rafforzamento graduale della posizione della lingua inglese nell'insegnamento a scapito delle lingue materne locali.(1) Questi non sono eventi unici. Sia in Bangladesh che in Olanda, si tratta della stessa logica: "Io sono il più forte, tu stai zitto ed eventualmente, se vuoi parlare, parla la mia lingua". D'altro canto, come ci dicono i linguisti, (citiamo uno di loro, Ken Hale):  "Quando una lingua muore, noi perdiamo una ricchezza intellettuale come se cadesse una bomba sul museo del Louvre".Pensate ad immaginare cosa succederebbe se in Italia venisse imposto il cinese nelle scuole, in vista di vantaggi commerciali futuri, oppure se l’arabo diventasse lingua ufficiale in Francia. Sono, evidentemente situazioni inaccettabili, ma sono cose che succedono continuamente.Oltre che l'ingiustizia sociale, che si manifesta quando non viene rispettata la lingua madre di qualcuno, si deve essere consapevoli del fatto che le diversità linguistiche e biologiche sono inseparabili, interconnesse e dipendenti una dall'altra. Dalla perdita della diversità linguistica scaturisce la perdita delle conoscenze tradizionali essenzialmente necessarie per una biodiversità permanente, per la vita. (1 Dichiarazione finale, 64° Conferenza NU-NRO, Bonn 2011 e 2 Terralingua)Il 17 novembre 1999 l'UNESCO ha proclamato il 21 febbraio quale Giornata Internazionale della Lingua Materna. Nel 2007 anche l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (3) lanciò un appello agli stati membri per "Promuovere la conservazione e la protezione di ogni lingua usata dai popoli del mondo" contemporaneamente dichiarando l'anno 2008 Anno Internazionale delle Lingue. Nel 2014 l'UNESCO ha pubblicato sulla sua rete anche la versione in lingua esperanto del messaggio del Direttore Generale, Irina Bokova (4).Come si rapporta a tutto ciò l'esperanto? Le due cose sono in relazione fra di loro perché i valori essenziali di questa giornata, il multilinguismo e il diritto di tutti gli uomini di parlare la propria lingua madre, sono anche i valori che il Movimento Esperantista difende. Noi, esperantisti, vogliamo che nessuna lingua scompaia, vogliamo che tutte le lingue esistano ancora nel rispetto dei diritti di ogni lingua e regni la giustizia linguistica. Per questo scopo da molti anni la Associazione Mondiale per l’Esperanto (UEA) festeggia solennemente questa giornata, fra l'altro per sottolineare che l'esperanto non vuole eliminare le lingue, come fanno, invece, le lingue delle grandi potenze economiche e militari usate come lingue internazionali. L'esperanto infatti è uno strumento di protezione contro la scomparsa delle lingue, come disse Vigdis Finnbogadóttir (presidente della Repubblica d'Islanda 1980-1996):
"E' tempo che le diverse nazioni comprendano che una lingua neutra potrebbe fare da vero baluardo alle proprie culture contro l'influenza monopolistica di solo una o due lingue, come oggi sempre più appare evidente. Io sinceramente spero che l'esperanto progredisca rapidamente per aiutare tutte le nazioni del mondo." (5)E' possibile che qualcuno ancora domandi: " Perché proprio l'esperanto?". La risposta è semplice. Dietro l'esperanto non ci sono nazioni, sistemi economici, aspirazioni imperialistiche, né popoli il cui interesse è la scomparsa di altri popoli, delle loro lingue, per la conquista dei loro mercati. Dietro l'esperanto ci sono solo uomini di buona volontà che mirano all’uguaglianza di tutte le culture e di tutte le lingue ed alla pace fra i popoli."Rafforzare i diritti linguistici è lo scopo a cui contribuisce essenzialmente L'esperanto." (6 Prof. Robert Phillipson). L'esperanto è lo strumento che dà impulso al raggiungimento di una giusta comunicazione e di giuste relazioni fra etnie, culture, popoli. ".... Io spero che l'esperanto perseveri nell'espletamento di questo doppio ruolo sostenendo la diversità e creando l'unità." (7 Rita Izsàk, Rapporti Speciali delle NU)Ne consegue che l'esperanto aiuta a far vivere la propria lingua. Questo è il chiaro messaggio che tutti i parlanti Esperanto di tutto il mondo vogliono trasmettere al mondo intero.Inizia a conoscere la lingua internazionale esperanto (8) mediante http://esperanto.us3.list-manage.com/track/click?u=b43804a752e154246ebf2719b&id=1b7ca7d89f&e=572eb27a35

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Servizio Informazioni dell'Associazione Universale d'Esperanto (9)
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venerdì 8 gennaio 2016

Informiamo: 21 febbraio 2016 - Giornata della lingua materna



 COMUNICATO STAMPA:
 
E' un testo un po' lungo, ma leggetelo fino alla fine e poi pensate a quello che possiamo/potete fare insieme. (il volantino in italiano sara' pronto fra qualche giorno)
Ciao, Renato
 
21 febbraio – Giornata della lingua materna – Perche' festeggiarla come esperantisti.
 
Il 21 febbraio del 1952 la polizia apri' il fuoco e diversi studenti che manifestavano furono uccisi. La cosa avvenne non al Politecnico di Milano ma all'universita' di Dacca, in Bangladesh. Quegli studenti manifestavano non per la sostituzione dell'italiano da parte dell'inglese ma per la sostituzione della lingua bengalese da parte della lingua urdu, la lingua del Pakistan occidentale, che era il paese forte nella combinazione di Pakistan e Bangaldesh dell'epoca.
 
Come si vede sia a Dacca che a Milano la logica e' sempre la stessa: tu che sei piu' debole abbozza e parla la lingua del piu' forte.
 
Quella giornata e' poi diventata la giornata internazionale della lingua madre, una celebrazione indetta dall'UNESCO per il 21 febbraio di ogni anno per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo. Istituita nel 1999, e’ celebrata dall'anno seguente; nel 2007 e’ stata riconosciuta dall'Assemblea Generale dell'ONU, contemporaneamente alla proclamazione del 2008 come Anno internazionale dei linguaggi.
 
Che c'entra l'esperanto con tutto questo? C'entra perche' i valori centrali di questa giornata, la diversita' linguistica ed il diritto di ognuno di parlare la sua lingua madre, sono anche i valori del movimento per l'esperanto. Noi non vogliamo far scomparire tutte le lingue ma vogliamo che tutte le lingue continuino a vivere. A questo sopo da piu' di dieci anni l'UEA collabora con queste celebrazioni per sottolineare che l'esperanto non e' un assassino seriale di lingue, come e' l'inglese, ma e' un argine alla scomparsa di lingue. Perche'? Vi chiederanno. E' semplice, perche' dietro l'esperanto non c'e' uno stato, una economia, un gruppo di persone che hanno interesse a fagocitare altri gruppi di lingua diversa e conquistare i loro mercati. Per avere un'idea guardate al cinema o alle canzoni. Quali film e quali canzoni si vedono o sentono oggi in Italia, dopo che l'industria cinematografica e musicale italiana e' praticamente scomparsa? 
Quindi l'esperanto vi aiuta a manere in vita l'italiano. Questo e' il messaggio forte e chiaro che i gruppi esperantisti italiani possono diffondere nella loro citta' il 21 febbraio. L'UEA sta preparando un volantino molto colarato da diffondere in rete ed in forma stampata. Sara' pronto tra un paio di giorni e sara' ricevibile dalla FEI gratuitamente (chiedetelo pure a renato.corsetti@gmail.com). Un altro volantino in italiano e' descritto nel catalogo della FEI cosi': la lingua materna: Volantino ispirato alla “giornata della lingua materna” indetta dall’Unesco il 21 febbraio di ogni anno. Adatto a tutti gli ambienti per ricordare che l’esperanto aiuta a preservare la propria lingua materna. Formato A4 (fotocopiato in bianco e nero) 25 esemplari: euro 1,50.
Ovviamente, se nella vostra citta', ci sono organizzazioni che organizzano eventi in occasione di quella giornata, potreste aderire. Le comunita' di immigrati bengalesi generalmente fanno qualcosa. Per loro si tratta di una festa nazionale.
 
Renato Corsetti, 
117 Dukes Avenue, London N10 2QD, UK/Britujo
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sabato 2 gennaio 2016

novjara saluto

COMUNICATO STAMPA che come ricevo da Renato Corsetti, così pubblico:

 
Cari amici, cari samideani,
oggi inizia il nuovo anno – il 2016 – anno bisestile – un proverbio della mia giovinezza diceva “anno bisesto anno malesto”. Speriamo di no!
Noi tutti dobbiamo unire le nostre forze per smentire tale profezia!
Lo so, le promesse fatte all’inizio dell’anno non sono state tutte mantenute; ho forse sottovalutato i problemi, o se ne sono aggiunti altri.
Più conosco il ‘motore’ della federazione più mi convinco che senza l’aiuto di tutti non si può farlo funzionare al massimo; aiuto concreto intendo, un piccolo mattoncino, che aiuti a costruire il ponte al futuro.
In questi giorni sto leggendo un libro scritto, tradotto e pubblicato da un nostro associato, da un mio amico; l’ho iniziato a leggere per recensirlo, ma ogni capitolo mi avvince sempre di più, mi permette di conoscere l’autore, di ammirarlo, mi spinge a ringraziarlo pubblicamente per questo meraviglioso dono che ci ha voluto fare.
Parlo del libro “La mia traccia – mia signo”di Gianni Conti. Il sottotitolo già dice tutto: “Ognuno dovrebbe lasciare una traccia del proprio passaggio” non per dire pubblicamente cosa si è fatto, ma per suggerire sommessamente ad altri cosa si può fare con l’intelligenza, la volontà la bontà.
Iniziare l’anno con questa lettura è molto importante.
Gianni ha deciso di lasciare a settembre il Consiglio Direttivo per motivi di salute, che, forse, sono in via di soluzione. E’ quindi subentrato Riccardo Pinori, e questo ha causato anche una redistribuzione degli incarichi, che, pare, sia positiva per il buon funzionamento del famoso ‘motore’.
Vi sono molto lamentele per il sito; certo i lavori sono più lenti di quanto speravo, ma il responsabile, Gianfranco Molle, ha dovuto anche curare altre cose, come ricreare il sito del congresso, dopo la rinuncia del precedente gestore.
Anche il servizio librario è un po’ in sofferenza, da un paio d’anni il lavoro è svolto in modo completamente manuale – come negli anni settanta – senza alcun programma di gestione magazzino; alcuni di voi si erano offerti di trovare un programma adatto ma… Adesso è diventato uno dei punti essenziali per Pinori, che cercherà di risolvere il problema della automatizzazione, in modo poi da poter offrire anche una possibilità di ordinazione automatizzata.
Abbiamo sottoscritto dei contratti con spedizionieri per diminuire il costo ed accelerare i tempi di consegna di quanto da voi ordinato, e a tal proposito vi ringrazio per il grande successo per la campagna “Vocabolario Minnaja”, terminata a fine agosto. Siete ancora in tempo per la nuova campagna, lanciata a settembre: “Itala antologio + Sonetti del Belli”approfittatene.
Che dirvi di più?
Do’appuntamento a tutti voi a fine agosto a Frascati, per il Congresso Nazionale; ricordatevi che come i mussulmani devono andare almeno una volta nella vita alla Mecca, gli esperantisti devono andare almeno una volta all’anno al congresso nazionale! Nicola Minnaja sta preparando un programma molto, molto interessante, non potete non desiderare di parteciparvi!
Un augurio sincero di un anno sereno e laborplena!|
Michela Lipari
presidente FEI

by: Renato Corsetti   renato.corsetti@gmail.com

giovedì 17 dicembre 2015

15 dicembre - zamenhof-tago

COMUNICATO STAMPA dall'instancabile Renato Corsetti:


cari samideani, cari associati,
oggi è il 15 dicembre.
Una giornata molto importante per la comunità esperantista, in quanto 156 anni fa – il 15dicembre 1859 – nacque a Bjalistoko Lazzaro Ludovico Zamenhof, la persona che ci ha regalato quel meraviglioso mezzo di comunicazione che è la lingua internazionale esperanto.
Durante il primo congresso mondiale a Boulogne-sur-Mer nel 1905 l’assemblea approvò il 9 agosto all’unanimità la dichiarazione di esperantismo, scritta da un comitato costituitosi durante il congresso proprio per redigerla.
Ve ne citerò soltanto l’inizio, invitandovi a leggere il documento integrale nel libro Le grandi personalità dell’Unesco Lazzaro Ludovico Zamenhof edito dalla FEI nel 2009, fortemente voluto e redatto in lingua italiana dall’instancabile Carlo Minnaja.
“… L’esperantismo è lo sforzo di diffondere in tutto il mondo l’uso di una lingua umana neutra, la quale “senza intromettersi nella vita interna dei popoli e non mirando affatto a scacciare le lingue nazionali esistenti” darebbe a persone di nazioni diverse la possibilità di comprendersi tra loro, il che potrebbe servire come lingua di pacificazione delle istituzioni pubbliche in questi paesi, dove diverse etnie si combattono a causa della lingua; in questa lingua umana neutra potrebbero essere pubblicate quelle opere che hanno uguale interesse per tutti i popoli. …”
 
Un particolare ringraziamento ai gruppi che in questa occasione hanno deciso di organizzare un particolare convegno per ricordare agli esperantisti e per informare i non esperantisti dell’inestimabile valore che abbiamo avuto la fortuna di apprendere.
Un ringraziamento anche a tutti i samideani per il costante sostegno al movimento in quanto nessuna costruzione potrebbe svettare senza una solida base!
 
Riflettiamo sul cosa significhi ‘essere esperantisti’ ed agiamo di conseguenza, lavorando tutti insieme per far conoscere sempre di più il grande valore di questa persona semplice e meravigliosa di nome Lazzaro Ludovico Zamenhof.
 
Roma, 15 dicembre 2015
Michela Lipari
Presidente FEI

Posted by: Renato Corsetti    renato.corsetti@gmail.com

martedì 15 dicembre 2015

Oggi la giornata della letteratura in esperanto

COMUNICATO STAMPA che come ricevo pubblico:

Gli esperantisti celebrano oggi 15 dicembre la giornata della loro letteratura. Le prime opere in esperanto sono dello stesso Zamenhof, che presentando la propria lingua al mondo, aveva pubblicato anche traduzioni e testi originali in esperanto. Gli autori di riferimento nel mondo esperantista sono tanti, provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture. Il risultato della loro opera è una letteratura che si caratterizza per la sua multiculturalità, la varietà di temi, di storie, di stili.
Prima ancora di diventare giornata della letteratura esperantista, il 15 dicembre è la data di nascita di Ludvig Zamenhof, il polacco che nel 1887 ha lanciato questa lingua, diffusasi in tutto al mondo come strumento neutrale di comunicazione tra persone di diverse cultura. Zamenhof nel 1959 è stato riconosciuto dall'Unesco come “una delle grandi personalità dell'Umanità". L'anno prossimo, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione,la scienza e la cultura omaggerà ancora una volta Zamenhof. Durante la 38° Conferenza Generale chiusasi il 18 novembre è stata ufficializzata la decisione di inserire il 100° anniversario della morte di Ludovico Zamenhof (14 aprile 2017) tra i 53 anniversari con cui l'UNESCO sarà "associata" nel periodo 2016-2017.

Quest'anno il 15 dicembre ha ancora maggior significato. E' stata infatti finalmente pubblicata la "Historio de la Esperanta literaturo", una preziosa opera che attraversa in 54 capitoli tutta la storia della letteratura in esperanto. Un'impresa, di cui si può fregiare l'Italia. Carlo Minnaja e Giorgio Silfer hanno lavorato ai testi, Perla Martinelli alla copertina ed all'assistenza tecnica, Laura Gilda Paccagnella all'impaginazione, alle illustrazioni ed agli indici, Nicola Minnaja e Michela Lipari alla revisione della maggior parte dei capitoli, la ditta Globalprint di Davide Cappelletti di Gorgonzola alla stampa.

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lunedì 30 novembre 2015

La Сommissione europea discrimina ancora le associazioni giovanili ...

COMUNICATO STAMPA FEI :

La Сommissione europea discrimina ancora le associazioni giovanili in base alla lingua


Il programma Erasmus +, con un bilancio di diversi miliardi di euro, è stato lanciato nel 2013 affinchè i cittadini e le associazioni possano richiedere di ricevere sostegno finanziario per i loro progetti. Teoricamente l'UE dovrebbe garantire parità di accesso alle sovvenzioni e sosterrebbe il multilinguismo. Tuttavia la nuova versione della guida è disponibile solo in una lingua, vale a dire l’inglese, rendendo così distorta la concorrenza fra le associazioni.

Bisogna porre l'attenzione sulle politiche linguistiche inclusive per questo importante programma, in modo che tutti i cittadini e le associazioni europee possano parteciparvi con gli stessi diritti e possibilità. Un anno fa, la Commissione europea ha pubblicato la guida e le regole dell’Erasmus + prima solo in inglese, e le traduzioni nelle altre lingue ufficiali dell'Unione europea sono arrivate molti mesi dopo. Erano più di 200 pagine contenenti la descrizione dettagliata delle complesse procedure per ottenere un sostegno finanziario da parte dell'Unione europea.

La Commissione europea deve fornire rapidamente le traduzioni in tutte le lingue ufficiali dell'UE, in cui e’ stata tradotta la vecchia guida. Nel mese di novembre è stata pubblicata la guida aggiornata del programma Erasmus +, che è il programma quadro dell'Unione europea in materia di istruzione, formazione, della gioventù e dello sport dal 2014 al 2020. E’ interessante notare che non c’è stata alcuna dichiarazione sul quando le altre versioni saranno disponibili e la Commissione europea vieta, inoltre, alle Agenzie nazionali di tradurre i documenti.

Questa situazione non è accettabile.  Si discrimina chiaramente i cittadini, e dà un vantaggio ingiustificabile ad organizzazioni non governative, associazioni ed autorità pubbliche britannici e irlandesi. La Commissione europea deve pubblicare rapidamente le traduzioni degli orientamenti e della pagina di registrazione  nelle altre lingue ufficiali e rinviare le prime scadenze, in modo che tutte le associazioni abbiano le stesse possibilità di partecipare al programma Erasmus +.

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martedì 27 ottobre 2015

mo vene natale ...

COMUNICATO STAMPA del solito Renato Corsetti, che come ricevo pubblico.

Nel nostro subconscio collettivo il 15 dicembre, giornata di zamenhof e di cose collegate, e' assimilata al natale che viene subito dopo. Forse per questo e' una delle feste piu' festeggiate nel nostro ambiente ed i fesgteggiamenti hanno un carattere familiare, con i regali, il torrone, ecc.

Quest'anno l'uea ha deciso di invitare a puntare sui libri. vi allego una fotocopia del manifesto/ino che stanno preparando (e di cui ci faranno una versione in italiano, se gliela chiediamo).

Vogliamo farli contenti ed organizzare una cosa che abbia anche una utilita' informativa esterna?

Quale gruppo se la sente di organizzare nella sua citta' la prezentazione al pubblico non esperantista in uno spazio adatto, ad esempio una libreria, di uno di questi libri (copio dal catalogo della fei)? 
Ballo in maschera a Budapest T. Soros Trad. M. Bracci Testasecca Una storia avvincente durante l’occupazione nazista di Budapest. Un memoriale della vita quotidiana ed una lucida descrizione di quel momento buio. ISBN 88-75-41-200-6 Gaspari Editore, 2011 21 cm., 334 p. € 18,00
Robinson in Siberia T. Soros Trad. M. Bracci Testasecca Una rocambolesca fuga di gruppo nella Russia della rivoluzione. ISBN 88-7541-202-2 Gaspari Edit., Ronchi dei Legionari 2010 21 cm., 126 p. € 14,00
La Projekto M. Miconi Trad. D. Astori Un giovane studente fa un incontro particolare, ed a poco a poco è coinvolto in un nuovo mondo misterioso ed affascinante... Un sogno, un incubo, una realtà? Per scoprirlo non c'è che un mezzo: leggerlo! ISBN 9788896582046 F.E.I., Milano 2013 21 cm., 42 p. € 10,00
Via Zamenhof – Creatore dell’Esperanto R. Dobrzyński La traduzione in italiano del libro “La Zamenhof strato”. ISBN 978-88-8057-350-0 Ed. Giuntina, Firenze 2009 20 cm., 286p. € 15,00
La FEI, da parte sua, mandera' una, due e anche tre copie del libro a coloro che seriamente pensano di organizzare la presentazione. 
Si tratta di un pre-sondaggio. Se pensate di potere e volere organizzare una cosa cosi', scrivetemi (renato.corsetti@gmail.com) e ne parliamo in concreto.
Ciao
Renato

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Renato Corsetti, 117 Dukes Avenue, London N10 2QD, UK/Britujo
tel. +393286315655, +447943137891 renato.corsetti@gmail.com